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Cassazione Diaz, il procuratore generale chiede la conferma delle condanne

Roma. Agg. ore 16.30. Il procuratore Generale in Cassazione Pietro Gaeta ha concluso la sua requisitoria chiedendo la conferma della condanna per tutti e 25 gli imputati. Il pg oggi ha parlato per oltre 6 ore, rigettando, punto per punto, tutti i ricorsi presentati dagli imputati compreso quello del direttore dell’anticrimine Francesco Gratteri e del direttore dello Sco Gilberto Caldarozzi.

Secondo Gaeta “la responsabilita’ dei vertici alti in grado della polizia, presenti alla Diaz, non è solo una questione formale di catena di comando, ma sostanziale”. Il pg
ha anche criticato la scelta difensiva di quasi tutti gli imputati di non aver preso parte ai processi di merito: “C’e’ una mole testimoniale immensa a loro carico e non si puo’ venire in Cassazione a parlare di travisamento della prova quando, come ha fatto Gratteri, si e’ preferito non andare in dibattimento a confutare le dichiarazioni di Canterini sulla relazione della vicenda Diaz”.

“Lasciamo poi stare il discorso sulla professionalita’ con la quale dovrebbe essere condotta una perquisizione” ha proseguito mettendo in evidenza la falsa causale della presenza delle molotov “che compaiono nella palestra quaranta minuti dopo l’avvio dell’irruzione”.

Già durante la mattinata il procuratore generale in Cassazione aveva fatto emergere chiaramente la sua posizione. “Chiederò la conferma delle condanne in secondo grado, con l’eccezione di alcuni marginali elementi da correggere, piccoli aggiustamenti di pena che la stessa Cassazione può applicare” ha detto il pg alla Corte.

Di fronte alla quinta sezione della Corte di Cassazione di Roma, presieduta da Giuliana Ferrua, il procuratore generale Pietro Gaeta ha illustrato e confutato i singoli ricorsi presentati dai 25 poliziotti. Il pg ha esaminato nel dettaglio le posizioni dei poliziotti appartenenti al settimo nucleo del reparto mobile di Roma, e ha chiesto esplicitamente la conferma delle condanne, a parte la riforma della quantificazione della pena per Massimo Nucera, l’agente di polizia che aveva dichiarato di aver subito un accoltellamento all’interno della scuola Diaz, fatto per il quale in appello era stato condannato per falso. Per Nucera, il pg ha anche chiesto la condanna per calunnia, reato comunque prescritto.

Poi Gaeta ha esaminato le posizioni dei funzionari di polizia appartenenti alla cosiddetta “catena di comando” che la notte del 21 luglio 2001 decise e coordinò la violenta irruzione all’interno della scuola-dormitorio che si concluse con 60 manifestanti feriti, di cui alcuni in modo molto grave. E per tutti, anche in questo caso, ha chiesto la conferma della sentenza di appello.