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Caso Ruby, Michelle Conceicao in aula: “La vidi ad Arcore”, ma poi smentisce

”Ho incontrato per la prima volta Ruby ad Arcore nell’aprile 2010”. Ma non è vero, e di fronte alle contestazioni del pm Ilda Boccassini, alla fine smentisce tutto: non è vero, l’ho conosciuta al ristorante. Mi sono confusa”. Nell’aula del processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, testimonia Michelle Conceicao, la brasiliana che accolse in casa sua la giovane marocchina dopo il fermo in questura a Milano del 27 maggio 2010. Ma la testimonianza della brasiliana è così fitta di contraddizioni da rischiare una incriminazione per falsa testimonianza.

La teste si contraddice su quando ha conosciuto Ruby, su quando ha registrato il cellulare della ragazza sulla sua agenda elettronica, su una serie di altri particolari rispetto ai quali l’accusa confessa dati documentali. Nei giorni scorsi proprio la Conceicao ha dichiarato di avere visto Ruby infilarsi nella camera ad letto di Berlusconi ad Arcore, ma la donna non è stata a Villa San Martino nelle serate in cui era presente la giovane marocchina. Dai tabulati telefonici risulta che la Conceicao si trovava ad Arcore l’11 luglio 2010, e basta.

Quanto alla sua sua conoscenza con Silvio Berlusconi la teste ha dichiarato di essere stata portata ad Arcore nel 2008 da Lele Mora insieme ad altre ragazze per quella che era solo ”una cena elengante”. Un anno dopo, nel 2009, la Conceicao racconta di avere contattato l’ex premier perché si trovava in difficoltà economiche. Per la seconda volta, secondo il suo racconto, sarebbe arrivata a Villa San Martino accompagnata da Giampaolo Tarantini che aveva un appuntamento con Berlusconi nella stessa giornata. Più volte l’accusa gli ha chiesto perché, interrogata nel corso delle indagini, aveva dato altre versioni dei fatti. ”Ho avuto paura – ha replicato la ragazza – di dire che conoscevo Silvio Berlusconi e Giuseppe Spinelli, li volevo proteggere. La situazione mi spaventava”.

Quanto ai rapporti tra Ruby e l’ex premier ”la ragazza mi diceva – aggiunge la teste – che aveva un grande amore per Silvio Berlusconi, che lui era sempre buono, che le voleva bene e che la aiutava con dei soldi”. Dopo l’interrogatorio, però, il pm sbotta: ”La teste oggi riferisce palesemente il falso e va ammonita formalmente”. L’interrogatorio riprende e Michelle Conceicao sembra volere ‘aggiustare il tiro’. Boccassini annuncia poi in aula che la Procura di Milano rinuncia ad una quarantina di testi che erano stati ammessi nell’ambito del processo. Per i magistrati è inutile citare e interrogare giovani ospiti di villa San Martino come Barbara Guerra, Raffaella Fico o Iris Berardi e anche Enilio Fede e Daniele Salemi, quest’ultimo agente, ad esempio, di Ambra Battilana e Chiara Danese, parti civili nel procedimento parallelo a carico di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. E non è escluso che già dalla prossima udienza la Procura ‘tagli’ altri testi, prima tra tutti “la parte offesa”, cioè Ruby.

La decisione “alla luce anche dell’ultima testimonianza” resa in aula, dice Boccasini. Ovvero quella di Roberta Bonasia, l’infermiera professionale e concorrente di miss Italia, più volte ospite nella villa di Arcore come a Villa Certosa, che in aula ha parlato di cene “eleganti e tranquillissime” e ha negato gli spogliarelli nelle serate. Tutto quello che di equivoco è emerso nel corso delle intercettazioni disposte anche nei suoi confronti, la Bonasia lo ha spiegato come uno scherzo o magari una bugia detta lì per lì. L’udienza è stata aggiornata al 9 luglio prossimo quando saranno interrogati, tra gli altri, Nicole Minetti e Lele Mora.