Bilancio, il Pd all'Idv: "Ora approviamolo, poi troviamo alternative per ridurre Imu, dalle partecipate ai premi ai dirigenti" - Genova 24
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Bilancio, il Pd all’Idv: “Ora approviamolo, poi troviamo alternative per ridurre Imu, dalle partecipate ai premi ai dirigenti”

simone farello

Genova. A nove giorni dalla scadenza per l’approvazione del bilancio (anche se il governo ha concesso una proroga, il Comune di Genova non ha intenzione di utilizzarla) il maggior partito della città dice la sua sull’Imu, cercando di tenere aperto il dialogo con l’Idv ma soprattutto di venire incontro allo scontento dei genovesi, a cui l’incremento dell’aliquota sulla prima casa proprio non è andato giù.

“E’ importante trovare un accordo con l’Italia dei valori perché è bene che la maggioranza trovi un elemento di coesione – ammette il capogruppo del Pd in consiglio comunale Simone Farello – ma ancora più importante è trovare risposte positive alle esigenze dei cittadini”. Il Pd ribadisce la piena fiducia e la stima, non solo politica ma anche tecnica, all’assessore Miceli e al sindaco Marco Doria “che ci portano a un bilancio serio, inevitabile e dalla struttura obbligata”.

“Quello che possiamo fare tutti insieme, con la giunta e speriamo con tutta la maggioranza, in questi mesi che ci separano da settembre in cui le aliquote imu possono essere rimodulate anche al ribasso, è trovare delle soluzioni che sostituiscano il gettito derivante dall’aumento dell’aliquota imu sulla prima casa e che possano comunque garantire la struttura del bilancio”.

Le proposte riguardano sostanzialmente “un ragionamento sulle partecipazioni non strategiche del Comune di Genova” e in secondo luogo “un lavoro sulla spending review molto esteso su tutti i livelli dell’amministrazione comunale, concentrandosi nell’immediato sulla contrattazione di secondo livello che interessa i dirigenti”.

Ma il Pd prova anche a guardare avanti, al bilancio del prossimo anno: “Non possiamo parlare solo di rigore e di bilancio ma anche di crescita e il bilancio del 2013 secondo noi deve contenere delle possibilità di sviluppo. Occorre usare bene i progetti che consentono di attrarre risorse da fuori e usare molto bene il percorso che il governo ha aperto con il decreto sviluppo con i due miliardi di euro per le infrastrutture e le riqualificazioni urbane delle grandi città, su cui il Comune di Genova dovrà essere protagonista con le proprie priorità, che sono assetto idrogeologico e trasporto pubblico”.

Tutto sommato non mancano i punti di possibili accordo con l’Idv, dai premi ai dirigenti alla dismissioni dalle partecipazioni: “Infatti noi non abbiamo mai detto, che non c’erano punti di accordo. Certo non condividiamo altre proposte come la vendita del patrimonio immobiliare, così come siamo contrari ad eliminare il fondo di accantonamento del bilancio. Noi chiamiamo l’Idv alla responsabilità, il bilancio è quello che c’è oggi, va approvato entro il 30 giugno, dopodiché rimbocchiamoci le maniche e vediamo tutti insieme se ci sono delle altre soluzioni”.

Sulle dismissioni le idee del Pd sono note da: “L’esempio classico è quello delle farmacie, ma nell’ambito del sistema complesso delle partecipazioni del Comune di Genova ci sono alcuni settori che dovranno andare verso un processo di liberalizzazione, come il settore dei trasporti. Inoltre la valorizzazione delle partecipazioni può essere fatta non solo alienando ma anche trovando alleanze con altre aziende pubbliche”. Liberalizzazioni che, tra l’altro, se avvicinano il Pd all’Idv, lo allontanano dalla Federazione della sinistra, contraria a ogni sorta di privatizzazione.