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Benzina, le code ai distributori low cost aumentano lo smog? A Genova è caccia al “volatile”

Genova. A partire dalla prossima settimana la città sarà suddivisa in quadrati (con il lato lungo 1 km) per la nuova campagna di monitoraggio della Provincia, realizzato d’intesa con altri enti e istituzioni, per avere un quadro più dettagliato e approfondito possibile del benzene.

Ogni quadrato di Genova sarà dotato di uno speciale “campionatore passivo” che fornirà indicazioni sull’idrocarburo aromatico, un inquinante molto volatile e nemico dalla salute nel mirino anche di comitati cittadini (preoccupati che a far salire i livelli del gas possano contribuire anche le lunghe code ai distributori – pompe bianche o offerte speciali self service delle grandi marche – dove in periodo di crisi e prezzi alle stelle rifornirsi costa un po’ meno).

La Provincia controlla già il benzene con undici centraline: cinque a Genova nei corsi Europa e Buenos Aires, a Multedo, a Quarto e via Buozzi e sei sul territorio a Rapallo, Casarza, Cogoleto, nell’abitato di Busalla e nella sua zona industriale di Sarissola.

Sei atomi di carbonio e altrettanti di idrogeno nella molecola, il benzene è contenuto nella benzina (in Italia il suo limite nel carburante è l’1%) e secondo le statistiche
europee il 70% rilevato in aria deriva dalle emissioni dei veicoli.

Dal primo gennaio 2010 il limite europeo di benzene per la salute è di 5 microgrammi per metro cubo, su base annua. Nel 2011 il limite, con una media di 5,6 microgrammi per metro cubo, è stato superato sulla trafficatissima arteria di corso Europa.

“Storicamente – dice Cecilia Brescianini, dirigente del servizio aria, rumore ed energia della Provincia – è sempre stata una strada con certe criticità dove abbiamo avuto sforamenti anche in anni precedenti. Diciamo però che nel 2009 e 2010 non si erano registrati superamenti per il benzene che invece ci sono stati nel 2011. Quest’anno i nostri dati dal 1^ gennaio al 31 maggio segnalano una media oraria massima di 4,9 microgrammi per metro cubo e il rischio di superare la soglia di 5 fissata dalla normativa anche per il 2012 è quindi molto elevato”.

Fino a dieci anni fa, quando venne finalmente chiusa, la principale imputata delle emissioni di benzene era la cokeria delle acciaierie di Cornigliano, oggi soprattutto il traffico.

“Lo possiamo attestare con una certa sicurezza – dice Cecilia Brescianini – in quanto anche il monossido di carbonio, strettamente correlato al traffico, fa registrare incrementi contestualmente al benzene”.

Individuare tutte le cause delle emissioni di benzene, anche per pianificare eventuali interventi del Comune e rispondere ai cittadini, è l’obiettivo della Provincia che d’intesa con gli altri enti prepara nuove misure.

“E’ necessario – spiega Cecilia Brescianini – conoscere con la maggior precisione possibile sia flussi ed eventuali incrementi del traffico sia la consistenza del benzene in tutte le aree. Per questo a metà della prossima settimana partirà una campagna di monitoraggio in tutta la città, con oltre sessanta campionatori (fiale con speciali matrici per il benzene e altri idrocarburi come il toluene e lo xilene) che dopo sette giorni verranno analizzati in laboratorio con i gascromatografi per quantificare le concentrazioni di benzene”.