Atletica, Cus Genova: Devarti campione italiano under 23 dei 110h, Dervishi e Calcagno a medaglia - Genova 24
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Atletica, Cus Genova: Devarti campione italiano under 23 dei 110h, Dervishi e Calcagno a medaglia

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Genova. Belle soddisfazioni per gli atleti cussini ai tricolori junior e promesse di Misano Adriatico. Samuele Devarti ha corso in maniera perfetta sia la batteria che la finale dei 110 ostacoli e in 13”99 si è lasciato alle spalle sia Hassane Fofana che Claudio Delli Carpini, aggiudicandosi il titolo italiano e facendo così doppietta con il titolo nazionale universitario di venti giorni fa.

A completare il medagliere biancorosso sono arrivate poi la medaglia d’argento di Meri Dervishi nel getto del peso e quella di bronzo di Simone Calcagno nel salto triplo, entrambi promesse. Per Meri Dervishi un posto sul podio era atteso; distante anni luce il finanziere fenomeno Daniele Secci che a diciotto anni lancia sistematicamente oltre i 18 metri, la gara fra i “normali” ha visto primeggiare proprio il gigante albanese del Cus che si è attestato sulle sue migliori misure stagionali e, con 15.40. ha messo al collo, appunto, l’argento. Simone Calcagno , invece, non aveva ancora trovato quest’anno il feeling con la pedana, con la rincorsa, con il triplo balzo che lo aveva portato così lontano nel 2011.

L’aria della costa romagnola, evidentemente, gli ha fatto riprovare le sensazioni giuste e ritrovare misure importanti: 15.47 al quinto tentativo, e terzo gradino del podio assicurato. Un po’ di delusione, invece, per Andrea Ghia che, accreditato alla vigilia della terza miglior prestazione tra gli junior dei 3000 siepi, è terminato quinto in 9’43”17, un risultato che fino a pochissimo tempo fa tutti avrebbero sottoscritto, ma che alla luce delle più recenti prestazioni sembra calzare un po’ stretto al diciannovenne mezzofondista di San Martino. Se Andrea fosse riuscito a correre sui suoi livelli migliori una medaglia non gliela avrebbe tolta nessuno. E’ rimasto sui livelli di sua competenza Mattia Superina che, nel lancio del martello promesse, ha scagliato l’attrezzo a 55.30. Con un po’ di fortuna magari sarebbe potuto anche arrivare sul podio, ma i valori espressi in gara sono quelli effettivi.

Nella prima giornata si era messo in luce il velocista Alberto Boretti sui 100 metri promesse. Per lui una batteria corsa in 10”53, tempo viziato dal vento che spirava un po’ troppo forte ma che testimonia comunque di una condiziona di forma eccellente. In finale Alberto ha corso sempre in maniera fluida, ma non e’ riuscito ad andare oltre il quinto posto in 10”79. Da non dimenticare assolutamente l’ottimo quinto posto di Denise Marcon che, al di là del buon piazzamento, ha tirato fuori finalmente la misura di 12.27, oltre quei fatidici dodici metri che segnano un po’ il limite tra chi triplista è e chi vorrebbe esserlo. Tolta questa barriera psicologica, probabilmente Denise riuscirà a crescere ancora parecchio nel breve periodo.

Ottavo posto nei 5000 promesse, poi, per la tenace Laura Papagna , una che non molla mai, capace di un discreto 17’16”80. Infine i 1500 metri con Andrea Ghia , che dopo il passo falso sui 3000 siepi, ha deciso di scendere in pista, forse proprio per togliersi di mente quelle immagini di fatica e sofferenza della gara precedente, e di è comportato in maniera degna, chiudendo, senza velleità di successo, in settima posizione con il tempo di 3’59”88, ed Elisabetta Ottonello, altra junior come Ghia, che ha replicato la posizione nella prova femminile, correndo in 4’45”47, un crono su cui ormai si è attestata con sicurezza e da cui deve partire per tornare ad essere competitiva come un paio di stagioni fa.

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