Asl 3, sentenza blocca l’accorpamento delle 4 chirurgie, Rosso: "Se qualcuno ha sbagliato dovrà assumersi responsabilità" - Genova 24

Asl 3, sentenza blocca l’accorpamento delle 4 chirurgie, Rosso: “Se qualcuno ha sbagliato dovrà assumersi responsabilità”

Matteo rosso pdl

Regione. Il consigliere regionale del Pdl Matteo Rosso fa sapere di aver presentato un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni in merito alla notizia della sentenza di tribunale che da ragione al direttore dell’unità di Chirurgia del Villa Scassi e che di fatto blocca l’accorpamento dei 4 reparti “Voglio sapere a questo punto cosa succederà – spiega il consigliere regionale del Pdl – la sentenza stoppa il processo di accorpamento dei reparti di Chirurgia tra gli ospedali di Pontedecimo e Villa Scassi, questo cosa comporterà?”.

Se lo chiede Rosso che si dice sconcertato: “oltre al fatto grave che il medico si sia dovuto fare giustizia da solo, l’aspetto sconvolgente di questa vicenda è che la stessa sentenza del Tribunale afferma, tra le altre cose, che la Asl sia andata oltre ai poteri decisionali che le erano stati attribuiti della Regione”.

Ecco ritengo che questo sia un fatto molto pesante, un errore che non solo ha creato problemi e disagi, oltreché disservizi, ad operatori sanitari e pazienti, ma ha penalizzato e colpito duramente il sistema sanitario genovese, comportando tutta una serie di conseguenze anche negative legate a questa riorganizzazione mancata, ma avrà comportato anche un dispendio di risorse economiche”.

“A questo punto voglio anche dare a fondo della questione – conclude Matteo Rosso – e ho chiesto alla Giunta di verificare se la asl genovese ha dovuto sostenere delle spese in tutta questa vicenda e a quanto ammontano i costi sostenuti. In questo caso valuterò se è il caso che l’amministrazione dell’asl 3 risponda di questa eventuale perdita economica che soprattutto in questo tempo di pesante crisi economica, rappresenta un danno vero non solo alle casse della sanità regionale ma anche nei confronti di pazienti che si vedono depotenziare quasi tutti i giorni l’offerta sanitaria per carenza di risorse economiche”.

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