Area marina di Portofino: al via anche i controlli notturni della polizia provinciale - Genova 24

Area marina di Portofino: al via anche i controlli notturni della polizia provinciale

area marina protetta di Portofino

Portofino. Di giorno, ma anche di notte: su tutta l’Area marina protetta del promontorio di Portofino, istituita dal Ministero dell’Ambiente nel 1999 e affidata alla gestione consortile dei Comuni di Camogli, Portofino, Santa Margherita, della Provincia e dell’Università, vigila e controlla in mare anche la polizia provinciale di Genova, con il coordinamento della Capitaneria di Porto, su un veloce battello dell’Area Marina spinto da un motore da 225 cavalli.

Il servizio di pattugliamento che agli inizi dell’intesa tra Provincia e Consorzio dell’Area Marina si svolgeva solo d’estate, ora continua tutto l’anno: “anche d’inverno – spiega il commissario Giorgio Mastrocola della Polizia Provinciale di Genova – perché controlliamo costantemente anche il corretto funzionamento e il posizionamento delle grandi boe che segnalano il perimetro dell’Area marina e quelle che indicano gli ormeggi per i diving autorizzati del turismo subacqueo. E’ già accaduto infatti che la furia delle mareggiate trascinasse via qualche boa, anche molto lontano: ne abbiamo recuperata una persino a Savona.”

Oltre a Cala dell’Oro, il suo cuore più tutelato (la cosiddetta zona A, splendido specchio blu dove è vietato qualsiasi accesso e persino la balneazione per favorire il ripopolamento delle specie ittiche e gli studi di biologia marina) il prezioso patrimonio per l’ambiente, il turismo naturalistico e l’economia sostenibile dell’area marina protetta si estende da Punta Pedale a Santa Margherita, sino alle scogliere di Camogli e comprende le zone C, ai due lati del promontorio di Portofino, e la zona B, dalla Punta del Faro a Punta Chiappa.

Nell’Area Marina Protetta non possono navigare imbarcazioni che superino i 24 metri di lunghezza e ci sono particolari tutele anche per le praterie sommerse di posidonia. Tutti i confini sono segnalati da grosse boe perimetrali, luminose di notte, le stesse che indicano anche i canali d’accesso per San Fruttuoso, Punta Chiappa e Portofino.

Altre boe, gialle e rosse, segnalano gli ormeggi per i diving autorizzati del turismo subacqueo, dove moltissimi italiani e stranieri si immergono a fil di roccia nelle profondità della vita marina. Far rispettare il regolamento dell’Area è il primo compito della Polizia Provinciale che controlla autorizzazioni, permessi e comportamenti, fornendo anche informazioni e assistenza.

“E poi verifichiamo – dice Giorgio Mastrocola – con i telelaser la velocità delle imbarcazioni che non può superare i cinque nodi, esclusi i natanti per specifici servizi, e spesso pattugliamo l’area anche di notte per evitare possibili sconfinamenti di pescherecci non autorizzati o immersioni in siti dove le attività subacque sono vietate dopo il calare del sole. Utilizziamo i visori notturni e procediamo a luci spente, guidati in condizioni di massima sicurezza anche dal navigatore satellitare e dagli ecoscandagli digitali del battello, per non rivelare con troppo anticipo la nostra presenza ad eventuali trasgressori”.