Amt, si intensifica la lotta ai "portoghesi": "Se tutti pagano il servizio migliora" - Genova 24
Cronaca

Amt, si intensifica la lotta ai “portoghesi”: “Se tutti pagano il servizio migliora”

Genova. A Genova il “portoghese tipo”, cioè il trasgressore che prende bus o metro e non paga il regolare biglietto, è maschio e ha, di media, 40-45 anni di età. L’evasione in Amt è un problema a sei cifre: sarebbero poco meno di 5 milioni di euro, infatti, gli introiti sottratti alle casse dell’azienda di trasporto pubblico ogni anno.

Inoltre il fenomeno, complice la crisi economica e l’aumento del biglietto operato a livello locale lo scorso anno, tende a crescere esponenzialmente con un 2% in più rispetto al 2008.

Se la stima generale dell’evasione si attesta intorno al 5%, i dati schizzano notevolmente non appena Amt mette in campo le verifiche intensive, cioè il controllo, sia a bordo sia a terra, di tutta la popolazione, arrivando a toccare il 10%, in particolare nel ponente e in Valpolcevera.

Da qui la nuova strategia in seno all’azienda. “Incrementeremo le verifiche e faremo campagne particolari – spiega Ivana Toso, direttore controllo titolo di viaggio busvia – aumentando i controlli magari attingendo nuovo personale utilizzato in mansioni diverse. Riusciremo così a recuperare una fetta importante di questi 5 milioni, che forse, però, sono una cifra elevata”.

Viaggiare senza biglietto è un fenomeno ormai registrato a livello nazionale, e si acuisce a livello locale, ma è un cane che si morde la coda. “Se tutti pagassero – sottolinea Toso – potremmo avere un servizio qualitativo e quantitavo sicuramente migliore”.

Novantamila invece sono le multe in media in un anno, ma a differenza di quanto si pensa, non sono tutte recuperabili. “Quando i nostri verificatori di titoli di viaggio chiedono il documento ai trasgressori non hanno purtroppo il potere di obbligarli a mostrarlo”. Con un’inevitabile consueguenza: i dati verbali talvolta non corrispondono ai dati effettivi, compreso lo scambio di identità con il nemico di turno. Per contrastare questa pratica i controllori sono dotati di un palmare per il “controllo delle tessere elettroniche, ma capace di vedere se in passato quella persona abbia già dato falsa generalità”.

La lotta all’evasione sarà dunque intensificata su tutto il territorio genovese e nelle diverse fasce orarie, anche in quelle serali. “E’ vero che ci sono meno verificatori, ma è anche vero che è minore il servizio”. Inoltre le verifiche spesso sono mirate su fasce e zone particolari. Il monito dunque è solo uno: “Bisogna pagare il biglietto, avremo sicuramente un servizio migliore”, conclude Ivana Toso.