Aggressione ai tifosi sampdoriani, parla uno degli ultrà indagati: "Volevo fermare il mio amico" - Genova 24
Cronaca

Aggressione ai tifosi sampdoriani, parla uno degli ultrà indagati: “Volevo fermare il mio amico”

tribunale

Genova. Voleva fermare il suo amico, per questo l’ha seguito fino al club della Samp. Questo in sostanza ha raccontato oggi pomeriggio D. L., il tifoso di 21 anni che si è presentato spontaneamente dal pubblico ministero Massimo Terrile, per raccontare la sua versione dei fatti in merito all’aggressione ai danni dei tifosi sampdoriani avvenuta nella notte dei festeggiamenti per il ritorno della Sampdoria in serie A.

Assistito dal suo legale, l’avvocato Emanuele Tambuscio, D. L. ha raccontato al pm di aver visto arrivare il suo amico Mattia Marzorati mentre si trovava nei giardini all’incrocio tra via Geirato e via Molassana: “Era molto agitato – ha detto- e si è diretto verso il club dei sampdoriani. L’ho seguito per fermarlo, ma non ho fatto in tempo”. Marzorati sarebbe arrivato a contatto con il gruppo mentre D. L. è rimasto indietro. Poi alla reazione dei tifosi della Samp, sono fuggiti ognuno per conto suo.

L’avvocato Emanuele Tambuscio ha commentato: “E’ giovane e incensurato. E’ ancora sconvolto per quanto accaduto, per questo ha deciso di presentarsi spontaneamente dal pm per raccontare come si sono svolti i fatti”.

Questa mattina anche M. A. operaio venticinquenne, si era presentato dal pubblico ministero, assistito dall’ avvocato Carlo Contu. Anche lui ha detto di voler fermare il suo amico ma di non aver colpito nessuno. Tutti i giovani coinvolti sono residenti nel quartiere di Molassana e sono amici di lunga data.

Intanto salgono a quattro gli ultrà genoani indagati per l’aggressione ai tifosi sampdoriani. Questa mattina, un quarto tifoso, un genovese di 19 anni è stato indagato dalla polizia. Per tutti e tre l’accusa è di duplice tentato omicidio in concorso, lesioni aggravate e rissa aggravata. Tutti e quattro i tifosi sono vicini al gruppo Ideale Ultras.

Mattia Marzorati, intanto, è attualmente detenuto nel carcere di Marassi dopo aver confessato al pm l’accoltellamento, dicendo di aver fatto tutto da solo. Anche per gli altri tre è probabile che nelle prossime ore il gip Massimo Cusatti emetta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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