Udinese-Genoa, sfida fondamentale per entrambe le squadre: la vittoria unico risultato utile

Genova. Sarà un partita combattuta quella tra Udinese e Genoa, entrambe arrivate al crocevia della stagione. L’obiettivo dell’Udinese, infatti, è a un passo, ma per compierlo serve superare l’ostacolo Grifone. E il risultato utile è solo uno; la vittoria. Ma il discorso vale, allo stesso modo, anche per i rossoblù, alla ricerca degli ultimi punti-salvezza.

Domani al Friuli, dunque, sarà autentica battaglia. “La partita vale uno scudetto per entrambi – riconosce il tecnico dell’Udinese, Francesco Guidolin, nella conferenza stampa della vigilia -. L’obiettivo che hanno loro è uguale al nostro. La forza mentale sarà decisiva. Avvertiamo il momento, c’é poco da sollecitare. La squadra sente l’importanza della partita. Sappiamo che tutto è ancora in discussione e che affrontiamo una squadra che ha bisogno di punti, costruita con altri obiettivi – aggiunge l’allenatore dell’Udinese – è un avversario pericoloso. Noi promettiamo di spendere tutto quello che avremo in queste due partite per cercare di raggiungere il massimo”. Arrivati adesso alla volata finale, a pari punti con il Napoli, potendo riavvolgere il nastro, Guidolin vorrebbe cambiare il risultato di una partita.

“In effetti c’é un episodio – risponde -. Ve lo dirò a fine campionato. Adesso non ha senso parlarne, fa parte del passato e noi siamo concentrati sul presente”. A proposito di fantasmi del passato, guardando Udinese-Genoa di domani non può non venire alla mente la penultima gara del campionato 1998-1999, quando l’Udinese sfiorò la Champions, ma perse il treno alla penultima in casa contro il Perugia. In panchina sedeva Guidolin, che a fine stagione venne sostituito proprio da De Canio. “Ogni tanto purtroppo quella partita mi torna alla mente, ma in questi giorni non avevo pensato a fare una similitudine”, cancella il ricordo il tecnico friulano, concentrato solo a scegliere i migliori interpreti possibili per la gara di domani.

“Io sono un sostenitore del turn-over. Ma adesso non è il momento. Devo fare scelte legate a trovare i 18 più giusti – prosegue il tecnico di Castelfranco Veneto -. Ora conta chi sta meglio, chi è più fresco, chi è più in forma”. Proprio come il capitano Antonio Di Natale, pedina inamovibile e fondamentale dello scacchiere bianconero di quest’anno. “Totò spero stia bene come è stato in queste partite. Vederlo che va a rincorrere un avversario per mettere la palla in fallo laterale in scivolata è una spinta per e per i compagni. Mette insieme talento e generosità. Nel momento topico bisogna far qualcosa di topico e le sue giocate non sono mai normali, sono sempre al top. Allora speriamo che stia bene e sia fresco”. Alle sue spalle, in ballottaggio, ci sono Torje e Fabbrini. “Stanno tutti e due bene”, conclude Guidolin che altro non dice. Ma sul suo volto si legge la tensione dei giorni migliori.

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