Cronaca

Terrorismo, a Genova sindacati, lavoratori e istituzioni in piazza: “Difendiamo la democrazia”

Genova. Decine e decine di persone sono scese in piazza per dire “no” al terrorismo e in segno di solidarietà a Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare gambizzato a Genova lunedì scorso. Lavoratori, sindacati e istituzioni, tutti insieme sono davanti ai cancelli di Ansaldo per difendere la democrazia.

“Stiamo dando vita a un presidio che va ad occupare spazi pubblici e spazi di democrazia per dire ‘no’ alla violenza e ‘no’ al terrorismo – dichiara Sabina Rossa – Purtroppo il nostro è un Paese che ha scarsa memoria, anche chi ha vissuto gli anni di piombo non si ricorda bene, ma credo sia quanto mai importante spiegare alle nuove generazioni cosa abbia significato il terrorismo, soprattutto il pericolo che ha arrecato alla nostra democrazia”.

A pochi giorni dalla rivendicazione “attendibile” della Federazione Anarchica Informale, Nucleo Olga, Genova non poteva che rispondere in questo modo. “Era necessario, giusto e doveroso scendere in piazza. Noi lo avevamo detto fin dal primo giorno che qualora ci fosse stata la verifica di un attentato terroristico, avremmo ancora una volta manifestato la nostra totale contrarietà, che è nella storia del movimento sindacale, nazionale e genovese – spiega Francesco Grondona, segretario Fiom Cgil Genova – Ricordo a tutti che questa è la città di Guido Rossa e che per altro le lotte dei lavoratori, anche quelle più radicali, avvengono a testa alta, a volto scoperto e non con agguati terroristici”.

Grondona conosce bene il mondo delle fabbriche genovesi e sulla possibilità di maggiore tentazioni verso questo tipo di gesti a causa delle estreme difficoltà attuali, precisa: “Non siamo nelle condizioni storiche, politiche e sociali degli anni di piombo, ma qualche pazzo somaro può esserci sempre ed è giusto vigilare perché certi atti non si ripetano”, conclude.

Al presidio prende parte anche Guglielmo Epifani, ex segretario nazionale della Cgil. “Il terrorismo è il peggior nemico del lavoro e dell’occupazione”, dichiara. E su un possibile ritorno degli anni di piombo, spiega: “E’ impossibile fare previsioni, anche se è evidente che ci sono molte differenze con il passato, sia nei termini che nei riferimenti. Contro la violenza, comunque, è evidente che ci debba essere sempre la stessa risposta”.