Cronaca

Rivendicazione Adinolfi, la risposta degli anarchici e libertari di Genova ai “celoduristi dell’anarchia”

Genova. Gli anarchici e libertari di Genova rispondono agli Informali del Fai/Fri che li chiamano in causa nella rivendicazione all’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, definendoli affetti da “cittadinismo che puzza di morte”.

“E’ immorale farsi fare la morale su come un anarchico dovrebbe agire per essere ‘degno’ di questo nome”. E’ quanto scrivono gli anarchici e libertari genovesi su Indymedia Italia in risposta a quanto scritto dagli Informali del Fai/Fri nel documento di rivendicazione dell’attentato all’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi.

“Da una parte la questura che, da anni, preme per arrestarci e, dall’altra, la neoavanguardia federata che ci spia, pronta a misurare quanto tempo passiamo in ‘salotto’, cosa facciamo la sera e quanto sia radicale ciò che facciamo quando scendiamo in strada – si legge – Noi a Genova in questi anni siamo scesi in strada e abbiamo partecipato a lotte sociali, organizzando manifestazioni e contestazioni, abbiamo occupato e agito non perchè riteniamo che sia un percorso graduale che porta alla ‘lotta armata’ ma perché questo è il nostro modo di fare. Ci dispiace se non combacia con l’idea dei ‘celoduristi dell’anarchia’”.

Il comunicato chiude affermando che “questa e’ l’idea che abbiamo di insurrezione e di rivoluzione. Se la società futura che ‘gli sparatori’ hanno in mente è quella di chi guarda l’altro dall’alto in basso allora non combattiamo dalla stessa parte della barricata”.

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