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Ospedale Colletta di Arenzano: stato di agitazione dei lavoratori del reparto Sla

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Arenzano. Le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa Sociale Nemo – che gestiscono i servizi socio-sanitari e di riabilitazione in sub-appalto per conto della Fondazione Serena Onlus Centro Clinico Nemo di Milano – presso il reparto SLA istituito all’interno dei locali del presidio Ospedaliero La Colletta di Genova Arenzano, insieme alla Funzione Pubblica Cgil, dichiarano lo stato di agitazione per manifestare la loro totale contrarietà alla volontà espressa dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Sociale di procedere unilateralmente ad una pesante riduzione degli orari di lavoro del personale attualmente occupato in qualità di soci lavoratori subordinati, privilegiando di fatto il mantenimento di rapporti di lavoro atipici, al solo fine strumentale di risparmiare massicciamente sul costo del lavoro del personale.

Stiamo parlando di personale  altamente qualificato, infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari che con professionalità ed impegno da circa 2 anni prestano servizio riconosciuto come un’eccellenza sul  territorio regionale e nazionale, a favore di persone affette da SLA. Riteniamo non sia assolutamente accettabile che la razionalizzazione delle risorse economiche nel settore socio-sanitario, le contraddizioni derivanti dalla sottoscrizione di  appalti pubblici e la gestione dei servizi erogati attraverso sub-appalto, vadano a colpire prioritariamente  le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi alle persone affette da questa patologia clinica.

L’accordo stipulato tra la Regione Liguria e l’Ente aggiudicatario ”Fondazione Serena Onlus Centro Clinico Nemo“ di Milano prevedeva una scadenza naturale alla data del  30 novembre 2013,  le lavoratrici e i lavoratori occupati, hanno appreso con grande sconcerto dai mezzi di stampa locali che la Fondazione ha deciso di risolvere anticipatamente con la ASL 3 competente per territorio, il contratto relativo all’assistenza ai malati affetti da SLA a far  data del 1° agosto 2012. Crediamo sia evidente che a  seguito di questa intricata e gravissima  vicenda le operatrici e gli operatori rischiano di perdere le loro postazioni lavorative, ma cosa assai più grave i pazienti e le loro famiglie, dovranno subire uno stop forzoso nel processo di riabilitazione a loro dedicato, in attesa che, in altra sede e  con quale personale e gestione  non ci è dato sapere venga riattivato il presidio riabilitativo.
La FP CGIL di Genova, insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori, ritenendo  che questa operazione servirà solo a ridurre sensibilmente i costi gestionali e del lavoro, causando inevitabili ricadute anche sull’organizzazione e la qualità dei servizi offerti ai pazienti ed alle loro famiglie, dichiarano con la presente  lo stato di agitazione di tutto il personale preannunciando un percorso di mobilitazione attraverso gli strumenti di lotta previsti dalle normative vigenti, nessuno escluso al fine di garantire la doverosa continuità assistenziale e occupazionale del presidio in oggetto.
Antonella Ortelio Segretaria Generale FP Cgil Genova