Cronaca

Omicidio a Marassi, nuovo sopralluogo nella casa del delitto: è caccia all’amante

Genova. Continuano le indagini sulla misteriosa morte di Andra Gragnani, l’ingegnere di 84anni trovato morto nel suo letto, nudo e con i polsi legati, picchiato selvaggiamento e poi soffocato forse per un gioco erotico finito male.

Oggi i carabinieri del nucleo operativo di Genova, coordinati dal comandante Roberto Valvano hanno effettuato un altro sopralluogo al terzo piano dello stabile di Passo Ferradini 22, dove l’uomo, ben conosciuto nel quartiere di Marassi ma anche nel centro storico, abitava per ulteriori verifiche sulla cassaforte trovata aperta. L’ipotesi dell’omicidio a scopo di rapina non ha trovato riscontro: non mancava nulla dall’appartamento, mentre il portafoglio inizialmente sparito è stato rinvenuto.

Proprio all’interno 11 del civico 22, Gragnani soleva incontrare quello che al momento è considerato il sospetto numero uno. Si tratta di un giovane cittadino romeno, amante dell’anziano ingegnere, ultimo probabilmente a vederlo in vita, e tutt’ora irrintacciabile, fuggito da Genova, e forse addirittura dall’Italia.

Le maglie delle indagini si sono subito strette intorno al gruppo di giovani gigolò che frequentavano la casa di Gragnani, offrendo prestazioni sessuali in cambio di regali. Ed è stato proprio un dono, il cellulare che il pensionato aveva dato al giovane amante rumeno, a mettere gli inquirenti sulle sue tracce. I carabinieri hanno infatti fermato un connazionale a Mestre in possesso del telefonino di Gragnani. Torchiato dal pm Di Gennaro, l’uomo ha detto di averlo acquistato da un amico che conosceva di vista. Il suo racconto ha convinto il magistrato che lo ha interrogato per diverse ore e alla fine ha deciso di scarcerarlo senza accusarlo di alcun reato.

L’autopsia eseguita ieri ha chiarito definitivamente le cause della morte dell’ingegnere: arresto cardio circolatorio forse a seguito del soffocamento. Però prima l’uomo è stato anchepicchiato a sangue con violenza brutale, un pugno in viso e poi un altro sul naso fino a spaccare la protesi dentaria. Potrebbe proprio essere il frammento di un dente ad aver provocato il soffocamento o forse un cuscino sul volto per evitare grida troppo forti.

L’esame autoptico ha inoltre verificato che il gioco erotico c’è stato, ed è stato estremo. Gragnani è stato trovato nudo, disteso sul letto e legato al giaciglio con un cordino ai polsi. Evidenti sul corpo dell’ingegnere i segni della violenza.

Inizialmente, data la presenza di un pace-maker, si era anche ipotizzato un malore, ma l’esame autoptico ha accertato che la morte è avvenuta per soffocamento: qualcuno gli ha fatto letteralmente mancare il fiato, non si sa se volontariamente o meno.