Genova, rapina tra disperati: la vittima muore di infarto - Genova 24
Cronaca

Genova, rapina tra disperati: la vittima muore di infarto

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Genova. Una rapina finita male, con la vittima dell’aggressione colpita subito dopo da un infarto, ma soprattutto una storia di degrado e disagio sociale: è questa la cornice in cui si è svolta l’aggressione notturna di via S.Quirico, dove per poche centinaia di euro, frutto di elemosina, un uomo senza fissa dimora ha trovato la morte per mano di una coppia di connazionali e suoi stessi coinquilini.

Erano passate le prime ore del mattino quando nella casa abbandonata di Pontedecimo, in Valpolcevera, una coppia di cittadini romeni ha aggredito un’altra coppia di connazionali sessantenni: l’uomo si è avventato sull’uomo, mentre la donna si occupava della moglie, sottraendogli alla fine la borsetta contenente circa 400 euro, raccolti in precedenza con l’elemosina. L’uomo aggredito, che già soffriva di cuore, ha quindi accusato un malore ed è poi morto durante il trasporto in ospedale.

“Si tratta di una rapina andata male, nata in un ambito di disagio sociale – conferma il capitano Alessandro Corda, della compagnia dei carabinieri di Sampierdarena – non sono persone dedite a reati”. Oltre a qualche precedente di occupazione abusiva di edifici “sintomo del disagio e non dell’indole criminale”, Simion Oprea, 36 anni e la compagna Florentina Sofalvi, 32 anni, non avevano precedenti penali alle spalle. Ma non appena commessa la rapina la coppia si è accorta della gravità della situazione ed è scappata via.

I carabinieri di Pontedecimo in collegamento con i colleghi di Chiavari li hanno infatti rintracciati e fermati poche ore dopo, alle 5.30, mentre viaggiavano sul treno regionale 11235 diretto alla Spezia in procinto di lasciare la Liguria.

I due romeni dovranno rispondere dell’accusa di rapina e morte in conseguenza di un altro delitto che quindi aggrava la pena per il reato commesso. “Salvo sorprese dall’autopsia, non ci sarebbe accusa di omicidio preterintenzionato – spiega Corda – Non era quella la volontà. Ma intuendo che fosse successo qualcosa sono scappati”. A dare l’allarme infatti sono stati gli altri coinquilini dello stabile abbandonato.