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Genova, il cardinale Bagnasco sulla crisi: “Non cedere al pessimismo, ma nemmeno chiudere gli occhi”

Genova. Durante l’omelia per la messa in suffragio al cardinale Siri, l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco è tornato ad affrontare il delicato tema della crisi. “Non dobbiamo cedere al pessimismo, ma non possiamo neppure chiudere gli occhi: è un momento difficile e grave”, “é come se ci fossimo risvegliati da un letargo, da una ubriacatura collettiva”.

Bagnasco ha espresso la speranza che “il momento difficile venga superato al più presto”. “Ma – ha ammonito – speriamo anche di uscirne non per tornare a pensare come prima della crisi, bensì più saggi”. “Oggi, quasi ci fossimo risvegliati da un letargo, da una ubriacatura collettiva, cosa vediamo intorno a noi? Macerie! – ha sottolineato il cardinale -. Non quelle del dopoguerra, ma quelle culturali. E’ la cultura, un certo modo di vedere la vita, la famiglia, la libertà, che sta alla base del vivere insieme. Se il sentire comune si corrompe, è la società stessa che si sfalda. Senza riferimenti etici veri, rincorre illusioni e incantatori”