Genova, 'Giornata contro la Precarietà': 10 maggio presidio a De Ferrari - Genova 24
Politica

Genova, ‘Giornata contro la Precarietà’: 10 maggio presidio a De Ferrari

precaria - asilo nido

Genova. Il 10 maggio la CGIL sarà in piazza in Liguria ed in tutta Italia per la “Giornata contro la Precarietà”. Nella nostra Regione verranno organizzati presidi, cortei ed azioni in luoghi simbolo, per dare la massima visibilità ai giovani e ai precari, che sono tra i più colpiti dagli effetti della crisi economica. A Genova si terrà un presidio a partire dalle ore 15.00 in piazza e Ferrari. A Savona la giornata si svolgerà al mattino a partire dalle ore 10 con presidi sotto la Prefettura e l’Unione industriali; alle ore 11 partenza cortei che convergeranno in piazza del Comune. Ad Imperia è previsto un presidio in piazza Dante a partire dalle ore 10, mentre a La Spezia sono previsti volantinaggi nelle principali piazze cittadine.

Il sindacato fa sapere: “In Liguria l’uso e l’abuso di forme di lavoro, definite eufemisticamente flessibili, ma in realtà precarie e soprattutto a basso costo, sono purtroppo più che consolidate, con dati del 2011 che ci confermano la tendenza già in atto da tempo, per cui le assunzioni a tempo indeterminato valgono un misero 16,8% mentre il tempo determinato aumenta al 44%, ma soprattutto il lavoro flessibile balza a circa il 30% del totale. Di questo 30% quasi la metà è composta da lavoro a chiamata, il meno tutelato, un quarto circa rispettivamente da lavoro in somministrazione e lavoro a progetto”.

“Per affrontare e risolvere la differenza di tutele e diritti tra i diversi rapporti di lavoro, occorre, da una parte ridurre drasticamente la convenienza ad usare alcune tipologie rendendole meno convenienti ed utilizzabili, dall’altra cancellare quelle che possono nascondere vere e proprie truffe ai danni dei lavoratori – continua il sindacato – Tipologie quali i voucher, il cosiddetto “buono-lavoro”, o il lavoro a chiamata, spesso sono un ottimo mezzo per nascondere lavoro nero e grigio a pieno favore di datori di lavoro disonesti. Siamo di fronte al paradosso che forme di lavoro, dichiaratamente introdotte per “far emergere“ il sommerso, diventino invece un’ottima copertura, difficilmente contrastabile da parte delle strutture ispettive, per favorire la parte di lavoro nero e, comunque, a basso costo e con scarsissime tutele. Per questi motivi la CGIL si mobilita con giovani e precari per una riforma del lavoro che dia una speranza ad una generazione, contrastando davvero la precarietà, attraverso modifiche al testo della riforma del lavoro presentato dal Governo le quali cancellino davvero i contratti truffa: associazione in partecipazione e lavoro a chiamata; impediscano l’abuso di falso lavoro autonomo e stabiliscano un tetto alle collaborazioni e partite IVA legato al reddito del lavoratore; limitino l’uso del VOUCHER, soprattutto nell’agricoltura”.

La nota continua: “Per quanto riguarda malattia e maternità si richiede, come sacrosanto diritto, che siano uniformate ai trattamenti di tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti. Inoltre, i finti stage e tirocini che nascondono lavoro a bassissimo costo devono essere regolamentati e limitati al periodo di studio. Esiste inoltre, data la composizione del mercato del lavoro e l’incidenza della crisi economica sull’occupazione l’urgente bisogno di strumenti che tutelino davvero tutti. Per questo la nuova indennità di disoccupazione prevista dal governo (ASPI) deve essere estesa sia ai collaboratori a progetto che alle partite IVA. Gli ammortizzatori sociali devono diventare davvero universali. Infine, affinché la precarietà, l’incertezza e l’arbitrio non possano aumentare ulteriormente bisogna migliorare e difendere la norma sul diritto al reintegro prevista per articolo 18”.

“Siamo convinti, e lo diciamo da molto tempo – conclude – che le sole riforme di legge non bastano per far ripartire l’economia. Si deve uscire dalla recessione costruendo un piano di investimenti e valorizzando le grandi potenzialità che questo Paese possiede, attraverso lo sviluppo dei settori innovativi che in Liguria già esistono e devono essere rafforzati e rilanciati. Questa è la strada per uscire dalla crisi e per una “nuova” e “buona” occupazione”.

Più informazioni