Cronaca

Genova, gambizzato l’ad di Ansaldo Nucleare: gli inquirenti valutano la pista anarchica

Genova. Stamattina Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Energia, è stato avvicinato da due uomini in motocicletta, entrambi con il viso coperto dal casco integrale, ma è il passeggero che ha sparato con una pistola semiautomatica. Contro il manager sono state esplosi tre colpi, ma solo uno lo ha raggiunto alla gamba destra, fratturandogli la tibia. Sul luogo della sparatoria, i carabinieri cercano gli altri due proiettili con l’ausilio del metaldetector.

Il manager è stato ferito vicino alla sua abitazione, in via Montello 14, e insieme a lui c’era il figlio di 20 anni. Intanto il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, che sta seguendo direttamente l’indagine, ha dichiarato: “Dobbiamo ancora orientarci, sono in corso i primi rilievi”.

Gli inquirenti stanno vagliando la possibilità che l’attentato al dirigente di Ansaldo nucleare possa essere di matrice anarchica. Nei mesi scorsi sul web era circolato l’appello di alcuni gruppi anarchici “ad alzare il tiro”, “a pensare di passare ad una fase che possa prevedere l’azione armata”.

Il ruolo di Adinolfi in una società attiva nell’ambito nucleare avvalorerebbe l’ipotesi della pista anarchica, come le modalità della gambizzazione e il tipo di pistola, una semiautomatica, che riportano agli attentati degli anni Settanta. Di particolare interesse, secondo gli inquirenti, sarà stabilire il calibro dei proiettili utilizzati per stabilire analogie specifiche con altri attentati di matrice sovversiva compiuti negli anni.