Cronaca

Genova, gambizzato Adinolfi, il procuratore capo Di Lecce: “Nessuna matrice esclusa, indagini a tutto campo”

Genova. Indagine a tutto campo per scoprire gli autori dell’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, gambizzato questa mattina appena fuori dalla sua abitazione nel quartiere genovese di Marassi.

Adinolfi, che era in compagnia del figlio Pietro, dopo essere stato colpito, ha chiamato al cellulare la moglie che si trovava in casa e che, a sua volta, ha avvertito il 118 e il professor Federico Santolini, direttore del reparto di ortopedia dell’Ospedale San Martino oltre che amico di famiglia, che ha poi effettuato l’intervento.

Intanto in mattinata la polizia di Stato ha ritrovato la moto, rubata a Genova una decina di giorni fa, sulla quale in queste ore i carabinieri stanno effettuando i rilievi necessari.

“Non possiamo escludere alcun pista al momento” ha detto al microfono di Genova24 il procuratore capo Michele Di Lecce, che coordina le indagini. Oltre al figlio di Adinolfi, Pietro ci sono – spiegano in Procura – altri testimoni: “Il problema è capire cosa hanno visto – spiega Di Lecce – visto che gli attentatori indossavano entrambi un casco integrale”.