Genova, attentato Adinolfi: sui due sospetti arriva la smentita del Ros

Genova. “Le notizie inerenti le indagini condotte dai Carabinieri del Ros sul ferimento del manager dell’Ansaldo Roberto Adinolfi, riportate da alcuni quotidiani, sono totalmente prive di fondamento. In particolare, nessun riferimento esiste in ordine a presunti responsabili dell’agguato”. Lo afferma il Ros dei carabinieri, che smentisce seccamente il turbinio di notizie che stanno circolando in queste ore intorno alle indagini per l’attentato all’ad di ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.

Su alcuni quotidiani questa mattina si faceva infatti riferimento a un rapporto del Ros secondo cui gli stessi carabinieri sarebbero risaliti a un nome collegabile al commando che ha sparato ad Adinolfi. Secondo acuni organi di stampa i carabinieri avrebbero chiesto l’autorizzazione a “ascoltarne le conversazioni telefoniche e a circoscriverne le comunicazioni e i contatti a partire dal 1 gennaio 2012”.

Alcune agenzie di stampa intanto nella mattinata di oggi hanno riportato invece che secondo fonti investigative i sospettati sarebbero due di cui uno solo genovese, entrambi riconducibili a uno specifico centro di documentazione politica genovese.

Intanto proseguono le indagini: mentre è stata data al professor Marco Salvi la perizia medico-legale sulla ferita di Adinolfi, gli inquirenti stanno approfondendo alcuni elementi disponibili.

Le impronte e il materiale biologico sulla moto utilizzata per l’attentato e ritrovata nel posteggio vicino al liceo Cassini, ci sono ma va valutata “l’utilizzabilità e poi a chi appartengano” ha spiegato ieri il procuratore capo Di Lecce. Le telecamere pur funzionanti non sembrano fornire particolari rilevanti dati i campi lunghi e le immagini in movimento.

Intanto la Procura ha convocato per oggi alle 17 una nuova conferenza stampa.