Cronaca

Genova, corteo ambulanti contro la Bolkestein: “La nostra categoria via dalla direttiva”

Genova. Agg.h.18.45. Il corteo degli ambulanti al momento è fermo all’altezza di via Dante. Bloccato il proposito di prolungare la protesta anche in sopraelevata. Si registrano forti disagi al traffico in zona centro.

Una lunghissima catena di furgoncini cammina a passo d’uomo per via XX Settembre: è la protesta degli ambulanti genovesi che da piazza Palermo oggi pomeriggio si sono spostati verso il centro cittadina creando disagi al traffico.

Obiettivo: raggiungere piazza Dante per poi puntare sulla sopraelevata. Gli ambulanti chiedono di essere esclusi dalla direttiva europea Bolkestein perché “Non c’entriamo nulla con la Bolkestein, non siamo risorse naturali, non abbiamo strutture fisse, abbiamo concessioni da rinnovare automaticamente”. Qualche momento di tensione si è registrato durante il passaggio del corteo furgonato: alcuni passanti alla fermata dell’autobus hanno inveito contro i manifestanti per i disagi al traffico. “Vogliamo salvare i nostri posti di lavoro”, la replica degli ambulanti.

“La direttiva Bolkestein prevede che tutti gli anni noi dovremmo restituire ai Comuni le concessioni acquistate, che poi saranno messe all’asta – spiega Giuseppe Occhiuto, Aval – ma questo significa che entreranno sul mercato la grande distribzine e le Spa, mentre noi rimarremo senza lavoro. Tutti i sacrifici di una vita diventeranno carta straccia”. Sono circa 3500 gli ambulanti in Liguria, 1800 a Genova. “Il governo avrebbe potuto tirare fuori la nostra categoria dalle risorse naturali, non siamo come gli stabilimenti demanielei. Si vuole cancellare migliaia di posti di lavoro, perchè lobby potentissime con leggi ad hoc per uccidere le nostre imprese”.

Con le entrata in vigore della direttiva “diventeremo precari, le nostre licenze avranno anche l’anzianità azzerata e non potremmo neppure venderle – aggiunge Laura Spaghetti, vicedirettore Aval – Abbiamo bisogno di capire cosa hanno intenzione di fare nei nostri confronti. Nel 2015 scadranno tutte le concessioni, speriamo non siano sordi, rappresentiamo il 25% del commercio, e per il momento non abbiamo ottenuta alcuna risposta”.

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