Cronaca

Gambizzazione Adinolfi, nessuna rivendicazione, Gap: “Violenza rivoluzionaria contro la violenza dei padroni”

Genova. A due giorni dall’attentato nei confronti di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, non è ancora arrivata nessuna rivendicazione, ma intanto su Indymedia è apparso un documento siglato GAP, che commenta quanto accaduto. “Contro la violenza dei padroni…violenza rivoluzionaria”, si legge nel documento che fa riferimento in modo esplicito all’agguato di Genova: “Oggi, 7 maggio 2012, un altro infame rappresentante del capitalismo è stato gambizzato a Genova! La violenza che un pugno di parassiti perpetua contro la classe operaia e le masse popolari inizia a riversarsi contro chi di questa violenza ne ha fatto la sua arma di difesa e di controrivoluzione preventiva. Ma ai padroni verrà tolto il monopolio della violenza che si trasformerà in giustizia proletaria ai fini della rivoluzione”.

Nel testo, piuttosto lungo, si fa riferimento anche ad Alberto Musy, il consigliere comunale di Torino dell’Udc ferito in un agguato a Torino il 21 marzo scorso.”Un assessore dell’UDC, avvocato difensore degli intrallazzatori e degli speculatori, è stato preso di mira e colpito da 6 colpi di revolver”. Riferimenti anche contro il “governo tecnico”, “un governo che nessuno ha votato e per l’instaurazione del quale i politicanti, sia di destra che di sinistra, non hanno domandato nessun parere alla loro base, ai loro iscritti e ai loro elettori”. Il testo si conclude in questi termini: “Lavoriamo per l’organizzazione di un partito rivoluzionario – ha detto – che sappia anche orientare all’autodifesa del proletariato! GAP”.

Intanto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha dichiarato che la gambizzazione all’ad di Ansaldo “desta molta preoccupazione per la sua gravità: non è necessario che io ricordi il valore simbolico che, in passato, l’Ansaldo ha rappresentato nella lotta all’eversione”. Ha poi specificato che sono al vaglio tre piste. “Nelle indagini si stanno valutando tre piste: quella vetero-brigatista, quella anarco-insurrezionalista e quella ‘commerciale’, legata agli interessi dell’azienda nell’Est europeo. Non è stata finora rivendicata e non risulta che la vittima abbia ricevuto minacce”.

E dopo questo fatto è stato disposto un servizio di vigilanza dinamica dedicata agli stabilimenti di Genova ed alle abitazioni di alcune figure di spicco all’interno del Gruppo. “Misure di protezione più incisive sono state attivate nei confronti dell’ad di Ansaldo Energia e dello stesso ingegner Adionolfi”, conclude il ministro.