Frodi fiscali e investimenti pubblici, Rossetti: “Liguria oggetto d’interesse della criminalità, serve vigilare”

Regione. “La Liguria si sa è ormai oggetto di interesse della criminalità organizzata che opera in particolare dove ci sono flussi di investimenti pubblici, per questo serve vigilare e l’incontro di oggi è utile per perfezionare i sistemi di contrasto alle frodi fiscali attraverso uno scambio di informazioni e di conoscenza tra i diversi soggetti addetti al controllo”.

Lo ha sottolineato l’assessore regionale al bilancio Pippo Rossetti intervenendo questa mattina al seminario su come contrastare le frodi fiscali organizzato dal dipartimento delle politiche europee del Consiglio dei Ministri con la collaborazione di OLAF, l’ufficio frodi della commissione europea, la Guardia di Finanza e la Regione Liguria.

Un incontro per fare il punto sugli strumenti utilizzati nella lotta anti-frode a cui hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, il Generale Giovanbattista Urso comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi contro l’UE, Luisa Cavestri della commissione europea per la lotta anti-frode Maria Teresa Polito della sezione di controllo per gli affari comunitari della Corte dei Conti e il colonnello Ugo Raffaele Dallerice comandante del gruppo tutela della spesa pubblica del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza.

“A livello regionale – ha detto Rossetti – il numero di segnalazioni di irregolarità rispetto all’utilizzo dei fondi comunitari è confortante, si attesta infatti sotto il 2% rispetto alla media italiana che ammonta all’11% nel 2010”.

Tra il 2007 e il 2013 a livello regionale i fondi strutturali che sono arrivati in Liguria ammontano a 400 milioni per quanto riguarda il fondo sociale europeo e 500 milioni per il fondo europeo di sviluppo regionale a cui si devono aggiungere i circa 15 milioni di euro di fondi non strutturali per il turismo e i trasporti che sono arrivati in Liguria negli ultimi tre anni. Mentre a livello nazionale ogni anno ammontano a circa 142 miliardi di euro i fondi europei destinati all’Italia. “Contrastare e prevenire le frodi – ha detto Rossetti – consente di spendere meglio i soldi di tutti e costruire un corretto sistema di relazioni con l’Ue e il mercato, in quanto la credibilità del sistema italiano passa anche attraverso la rilevazione di comportamenti illegittimi”.

Tra le tipologie di frodi fiscali più frequenti rilevate dagli organismi di controllo risultano una tenuta non corretta della contabilità attraverso documentazione falsa o la costituzione di società fittizie in grado di far percepire in modo indebito a chi non ne ha diritto i fondi comunitari.

“In termini assoluti – ha spiegato il Generale Giovanbattista Urso – l’Italia ha rilevato un 11% di irregolarità a livello europeo, rispetto ad una media europea che si aggira sul 3,5%. Un dato che testimonia una maggiore intraprendenza del sistema Italia sul contrasto alle irregolarità e che stigmatizza il comportamento di altri Paesi europei che hanno un tasso di rilevazione molto basso”.

Secondo i dati dell’OLAF, l’ufficio europeo lotta anti-frode dal 2008 al 2011 sono state rilevate, per la programmazione 2007-2013, circa 3.200 casi di irregolarità per oltre 1,3 miliardi di euro e 227 casi di frode per oltre 500 milioni di euro”.