Elezioni, voto ai cittadini comunitari, Paladini (Idv): “Proposta di legge per agevolare procedure”

Genova. È stata depositata alla Camera la proposta di Legge a firma Giovanni Paladini (IDV) in riferimento alla modifica del decreto legislativo 12 aprile 1996, n. 197, in materia di diritto di elettorato nelle elezioni comunali e circoscrizionali per i cittadini di Stati dell’Unione europea residenti in Italia

“Tutti i cittadini dell’Unione europea residenti in Italia – spiega l’on. Giovanni Paladini – godono di fatto dell’elettorato attivo e passivo nel comune di residenza, possono cioè votare e candidarsi al Consiglio comunale e municipale. Ad oggi, però, per farlo occorre richiedere, individualmente, l’iscrizione in una apposita lista elettorale, cosiddetta “aggiunta”, presentando una domanda all’Ufficio Elettorale del Comune di residenza”.

Paladini continua: “Sono cioè i cittadini a doversi far carico dell’iscrizione e molto spesso, anche a causa della poca informazione a riguardo, si creano situazioni di disagio o di rinuncia ad esercitare il diritto di voto. Il provvedimento presentato intende pertanto semplificare l’intero procedimento, mirando ad una reale integrazione dei cittadini comunitari con lo scopo di incrementare la partecipazione alla vita delle istituzioni democratiche di tutti coloro che risiedono stabilmente sul territorio Italiano”.

“Viene introdotto cioè il concetto di aggiornamento automatico delle liste elettorali – conclude Paladini – così come avviene per tutti i cittadini italiani, in modo da agevolare e rendere più semplice l’esercizio del diritto di voto. Basterebbe, ad esempio, che a seguito dell’ottenimento della residenza il Comune provvedesse automaticamente all’inserimento del cittadino comunitario nella lista speciale aggiunta, rilasciando congiuntamente la Carta d’identità italiana e la tessera elettorale. Un’iniziativa di buon senso che permetterebbe di equiparare concretamente i cittadini italiani a quelli comunitari residenti in Italia che, pur godendo degli stessi diritti, rischiano di essere discriminati a causa di un procedimento burocratico macchinoso e controproducente”.