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Elezioni Genova, patto per il software libero: oltre 60 adesioni da 13 liste e da 8 candidati sindaco

Genova. In dodici giorni la campagna Caro Candidato lanciata a livello nazionale dall’Associazione per il software libero (AsSoLi) e promossa a livello locale da Floss Liguria ha raccolto oltre sessanta adesioni tra i candidati al Consiglio comunale con la presenza della maggioranza delle liste (13 su 25) e dei candidati sindaco (8 su 13).

“Un ottimo successo di partecipazione che dimostra la cresciuta sensibilità verso il software libero e una certa maturità nell’uso e nella conoscenza dei sistemi operativi e dei pacchetti software distribuiti con licenze libere.

“Considerato l’interesse trasversale ai temi del software libero e delle libertà digitali – commenta Nicola Vallinoto – promotore locale della campagna Caro candidato – ritengo molto probabile la formazione di un intergruppo per il software libero nel prossimo consiglio comunale. L’intergruppo avrà il compito di facilitare l’adozione del software libero nella macchina comunale e favorire la progressiva migrazione da sistemi e software proprietari anche con la collaborazione delle associazioni liguri che si occupano del tema e dell’imprenditoria giovanile locale”.

“La filosofia del software libero può essere la risposta per l’abbattimento del digital divide e possa favorire l’accesso agli strumenti informatici a tutti – ha detto Edoardo Rixi, candidato sindaco della Lega Nord – Quando sarò sindaco, il Comune di Genova adotterà solo open source per alleggerire il bilancio comunale e si impegnerà a divulgare le cultura del software libero”.

Il candidato sindaco Enrico Musso, vorrebbe che “il Comune diventi un motore dello sviluppo tecnologico della città, un Comune che faccia tendenza, che indichi delle strade innovative per lo sviluppo del tessuto economico. L’apertura al Software Libero è per me un primo passo in questa strada”.

Secondo Marco Doria, candidato del centro sinistra, “la migrazione progressiva verso soluzioni “open” consentirà di aumentare l’indipendenza rispetto ai fornitori esterni di software che prosperano sulla vendita di licenze, consentendo così da un lato di ottenere nel tempo significative economie sugli investimenti effettuati in ICT; dall’altro aumenterà la libertà di scelta, la flessibilità e la possibilità di innovare attraverso risorse umane “locali”, con un processo tale da facilitare la creazione di imprenditoria giovanile fortemente qualificata. Naturalmente oltre alla riduzione dei costi un tale passaggio potrà consentire di migliorare a termine la comunicazione tra diverse amministrazioni pubbliche,a tutto vantaggio dei servizi offerti ai cittadini”.

Nel programma del Movimento 5 Stelle si legge che “Occorre riportare a casa l’informatica pubblica, sfruttando al meglio le novità del web e le nuove tecnologie. Investire in professionalità, risparmiare in licenze. Il software open source (aperto) permette di far funzionare meglio la macchina comunale semplicemente sostituendo i sistemi proprietari, pagando professionisti e non licenze. Dunque meno investimenti in licenze e più posti di lavoro. Già altre città d’Italia (si veda l’esempio di Modena) hanno adottato questa soluzione, con risparmio di centinaia di migliaia di euro all’anno.”

In conclusione Floss Liguria che ha partecipato all’evento Lanterna digitale libera (info: lanterna.rogna.org) con l’intervento di Stallman, Presidente della Free Software Foundation, ricorda “che il software libero non è solo una questione tecnica; è una questione etica, sociale, e politica. Si tratta dei diritti umani che gli utenti di software devono avere. La libertà e la cooperazione sono valori essenziali del software libero”.