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Elezioni Genova: Musso al ballottaggio con Doria, ma la rivelazione sono le 5 Stelle di Putti

Genova. La lunga giornata elettorale ha consegnato il Comune di Genova al ballottaggio, tra Marco Doria, candidato sindaco del centrosinistra a un passo dal 50%, su cui potrebbero pesare forse le oltre 6 mila schede annullate ed Enrico Musso seguito a breve distanza dalla sorpresa di questa tornata: il boom del Movimento 5 Stelle il cui candidato sindaco, Paolo Putti.

“Me la sono sudata più del previsto – ha commentato Musso – c’è stata qualche salita in più per un ciclista come me. Credo che non ci sia mai stato nella storia un ballottaggio con trentaquattro punti percentuali di distacco, sono motivato e stimolato – afferma Musso – la partita è apertissima, il 49% dei voti di Doria e’ relativo al 55% di elettori perchè l’altro 45% non ha votato, tre quarti dei genovesi dicono di essere scontenti di come il centrosinistra ha governato. Un pochino me lo aspettavo il fenomeno del MoVimento 5 Stelle, non mi aspettavo che superasse il candidato del Pdl Vinai, mentre io mi aspettavo di prendere qualche punto in piu’. La sinistra delle pari opportunita’ a Genova non si puo’ incarnare in un discendente di un doge, decidera’ il ballottaggio”, ha concluso Musso.

Chiamato in ballo, il candidato Pierluigi Vinai, sostenuto da liste civiche e dal Pdl che stando ai dati provvisori ha subito una vera debacle, ha commentato serafico di non aver nulla da recriminare al Pdl “ha fatto quello che ha potuto”. Vinai archivia la sconfitta e rilancia i moderati: “dobbiamo ripartire per riformare l’area moderata, a Genova come in Italia”.

“Dobbiamo aprire una riflessione – ha aggiunto – Certo è che non ci sarà apparentamento da parte nostra, le proposte di Doria e Musso non sono adeguate. Quanto al ballottaggio non si sbilancia, tra lui e Musso l’attrito, dopo gli attacchi personali degli ultimi giorni, è un solco profondo “abbiamo prospettive del tutto diverse”, anche se ha confermato anche che il suo senso civico gli impedirà di andare al mare e non votare.

Marco Doria, poco dopo le 19 quando la tendenza portava a credere possibile il ballottaggio, ha ribadito che in caso “si va con serenità e determinazione”, indifferentemente da “chi ci sarà contro di me. Musso nel 2007 aveva preso il 46% dei voti, oggi invece prende, fino adesso, il 16%. Rispetto al consenso di 5 anni fa ha un 30% punti di percentuale in meno. Le debacle quindi le vedremo quando i risultati delle liste saranno definitivi”.

Le primarie restano per Doria un elemento importante. “Invito la maggioranza relativa dei genovesi a votare il candidato più credibile, continuerò ad andare in giro per la città, senza nascondere le difficoltà che il futuro sindaco incontrerà. Molti di loro hanno già scelto per me”.

“Alla coalizione non ho niente da recriminare, ci siamo impegnati tutti, una campagna elettorale in un momento non semplice – ha poi sottolineato Doria – Le elezioni amministrative italiane hanno alcuni elementi in comune con quelle fatte in altri paesi: ampia area di malessere e malcontento, con elevato astensione, e partiti di critica molto forte nei confronti dei precedenti. In Francia alla fine è riuscito a vincere Hollande” è stata la conclusione di Doria.

“Un fatto epocale, i cittadini hanno votato se stessi”, ha detto a più riprese Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle: “stiamo avendo successo, ma questo è solo l’inizio”. E proprio a Genova, la città del comico, i grillini hanno fatto il pieno, confermandosi terzo partito in città.

“Ringrazio i Genovesi che hanno creduto nei nostri progetti e hanno avuto il coraggio di dire di no alla cupola che purtroppo continuerà a dominare la città – ha detto Paolo Putti – Non dimentichiamo che in questa campagna elettorale c’è stata una forte polarizzazione solo su alcuni candidati. Non sono abituato a tanta attenzione, sono un semplice cittadino, un educatore sociale, abituato a fotografare bruchi e farfalle, non a farmi fotografare”. Putti è contento. “C’e’ tanta gente come me che vuole contare in politica. Ho incontrato tantissime persone – ha concluso – che ci hanno chiesto di non deluderle ed altre persone che ci hanno dato una mano. E’ il segnale che si vuole cambiare: a Genova ed in tutta Italia. Io non ho mai badato ai sondaggi. Mi aspettavo che la gente di Genova volesse reagire, cambiare. E questo e’ successo. Ora dobbiamo preoccuparci di saper rispondere alla tanta gente che ci sostiene”.

Paolo Putti fa l’educatore e si occupa di bambini con problemi. Il Movimento 5 stelle lo ha incoronato candidato
sindaco di Genova o, come preferiscono definirlo gli adepti di Beppe Grillo, portavoce del movimento. E lui non solo ha messo i piedi nel palazzo, ma ha addirittura sfiorato il ballottaggio con Marco Doria, portando la lista civica vicino al 14%.