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Elezioni Genova, caccia alla poltrona di Tursi: ecco gli scenari possibili

Genova. Archiviata la lunga maratona elettorale, che ha consegnato il Comune di Genova al ballottaggio tra il candidato sindaco Marco Doria e il candidato del Terzo Polo Enrico Musso, nelle segreterie di partito è tempo sì di autocritica, dato il successo oltre ogni previsione del Movimento 5 Stelle, seconda forza in città, ma ancor prima di calcoli.

Il calcolo delle preferenze sta infatti tenendo impegnati gli addetti ai lavori, impegnati con il conteggio sul filo di percentuali e regolamenti. In caso di vittoria di Marco Doria al ballottaggio il Pd, primo partito in consiglio comunale, dovrebbe contare su 12 eletti: Paolo Gozzi, giovanissimo consigliere municipale del Muncipio Ponente, Stefano Bernini, ormai ex presidente di Municipio di Medio Ponente, l’ex assessore al Commercio Gianni Vassallo, l’ex consigliere comunale Giorgio Guerello, i nuovi Nadia Canepa, Claudio Villa, Cristina Lodi, la capolista Valeria Garrotta, l’ex assessore alla Scuola, Paolo Veardo, Salvatore Caratozzolo, l’ex consigliere municipale del Medio Levante, Alberto Pandolfo e il già consigliere comunale Giampaolo Malatesta. Saltano all’occhio fra gli esclusi “d’eccellenza” l’ex assessore al traffico Simone Farello e l’ex capogruppo Pd, Marcello Danovaro.

Il secondo partito, il Movimento 5 Stelle, non solo varcherebbe per la prima volta la soglia dell’Aula Rossa di Tursi ma lo farebbe con 5 consiglieri: il candidato Paolo Putti, più i quattro piu’ votati: Mauro Muscarà, Stefano De Pietro, Andrea Boccaccio, Emanuela Burlando. A seguire la lista Marco Doria con 6 consiglieri (Pier Brasesco, Enrico Pignone, Luciovalerio Padovani, Clizia Nicolella, Marianna Pederzolli) tre l’Idv (Stefano Anzalone, Salvatore Mazzei, Franco De Benedictis, con l’esclusione a sorpresa dell’ex assessore Francesco Scidone e dello storico Alberto Gaglierdi), due Sel (Gianni Crivello, ex presidente di Municipio Valpolcevera e Gian Pastorino) e Fabio Cancelliere per Prc.

Per quanto riguarda l’opposizione dovrebbero invece entrare cinque consiglieri della lista Musso (Enrico Musso, Pietro Salemi, la sorella Vittoria Musso, Alfonso Gioia ex presidente del consiglio provinciale e Paolo Pietro Repetto), cinque del Pdl (Pierluigi Vinai, Lilli Lauro, Matteo Campora, Stefano Balleari, già consiglieri comunali e Mario Baroni) e il candidato leghista Edoardo Rixi.

Profondamente diverso, invece, il quadro in caso di elezione di Musso la cui lista prenderebbe 24 consiglieri del premio di maggioranza. Nonostante l’articolo 73 del testo unico sugli enti locali preveda infatti che il premio di maggioranza del 60% dei consiglieri comunali che spetta alla coalizione che appoggia il sindaco non spetti ai vincitori se un altro gruppo di liste abbia gia’ superato il 50% dei voti validi, la recente giurisprudenza avvalora l’ipotesi che un gruppo di liste per ottenere la maggioranza, indipendentemente dall’esito del ballottaggio, debba avere la maggioranza dei voti validi espressi per i candidati sindaci. Secondo questa logica le liste che sostengono Doria si sarebbero fermate al 44,43%. Di conseguenza, se Enrico Musso vincerà il ballottaggio avrà regolarmente il premio di maggioranza del 60% dei consiglieri che la legge prevede.

In quel caso l’opposizione sarebbe composta da dieci consiglieri del centrosinistra (Doria più cinque del Pd, due della sua lista civica e uno di Idv e Sel), tre grillini e tre del Pdl.