Politica

Ballottaggio, Vendola a Genova: “Doria è una buona notizia per tutto il Nord”

Genova. “Doria è una buona notizia per tutto il Nord Italia, per la sua passione civica prima ancora di quella politica e per un amore smisurato per questa incredibile città”. Il leader di Sel, Nichi Vendola torna per la terza volta nel capoluogo ligure, questa volta lontano da palchi e dibattiti, per calcare, come già stamani il segretario nazionale Pierluigi Bersani, i quartieri delle municipalità cittadine, tra mercati e biblioteche, al seguito del candidato del centrosinistra Marco Doria a pochi giorni dal ballottaggio.

“Sono qui in qualità di portafortuna ufficiale”, si è schernito con una battuta ricordando il buon esito dell’esperienza milanese di Pisapia, anche lui outsider vincente delle primarie, indipendnete ma appoggiato da Sel.

Vendola, nella Genova dei due recenti primati, l’astensionismo e la culla natale di Beppe Grillo, ha spiegato di non temere tanto l’antipolitica quanto piuttosto la demogia. “Mi fa paura qualunque fenomeno che possa essere racconto populistico. Mi fa paura la demagogia, non la democrazia”.

“Questa città è anche capitale del disagio sociale – ha poi detto ai cronisti – ha conosciuto molti dolori, che talvolta vengono elaborati nel rifiuto della politica, alle volte, invece, chiusi nel proprio privato”. Toccherà a Marco Doria e alla sua coalizione “dopo il ballottaggio, nell’esperienza di governo, riallacciare un buon rapporto tra le persone e la buona politica”.

Naturale un passaggio sul rigurgito della violenza, dopo l’attentato ai danni dell’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi e sul pericolo terrorismo: “Non va sottovalutato nessun segnale di ripresa di un ambiente favorevole alla lotta aramta e al terrorismo – ha ribadito Vendola – Bisogna separare il più possibile il conflitto sociale dalla violenza, isolando completamente qualunque insorgenza del terrorismo che – ha ricordato – in Italia è stato sconfitto dalla democrazia e dall’impegno del movimento operaio”.

Quanto a una possibile escalation “difficile stimare la crescita del fenomeno, quello che dobbiamo fare noi è prevenirlo, separando ciò che è legittimo, come il dissenso, il conflitto o la piazza, da ciò che non è, come violenza e uccisione”.