Cronaca

Atp, dopo i tagli arrivano i disagi, sindacati: “Colpa dell’azienda, ma anche dei Comuni”

Tigullio. Nel biennio 2011/2012 Atp ha perso circa 45 posti di lavoro, tra dipendenti e addetti di aziende esterne, tagliato i servizi di circa 1.500.000 chilometri (circa il 15 % del totale). A fronte di questi dati, i sindacati della Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal chiedono “scusa agli Utenti”, ma “Tutti i lavoratori di ATP hanno cercato di evitare che si arrivasse a questo punto, ma la colpa dipende da una dirigenza e una organizzazione aziendale assolutamente inadeguata a far fronte ad una situazione di difficoltà come quella attuale”.

Le Organizzazioni Sindacali si sono sentite in dovere “di puntualizzare, con una nota, con l’intento di cercare di ricostruire le cause e gli effetti delle situazioni che riguardano l’intero comparto del trasporto pubblico locale in Italia (e conseguentemente anche della nostra Azienda), non certo per difendere ATP: non è nostro compito, e la nostra Azienda è per certi aspetti assolutamente indifendibile”.

“Abbiamo dovuto assistere al ridimensionamento di linee che avevano notevoli carichi di passeggeri, alla soppressione di corse indispensabili agli Utenti, alle linee importanti che venivano modificate comportando ai passeggeri il disagio di dover scendere da un autobus per salire su un altro in coincidenza.

Il taglio delle percorrenze e delle soste ai capolinea hanno comportato un disservizio per gli Utenti (come il mancato rispetto delle coincidenze e degli orari) e, nello stesso tempo, non meno problemi hanno creato ai lavoratori di ATP che si sono trovati ad operare in condizioni di lavoro assolutamente disagiate. Le soste ai capolinea hanno infatti lo scopo di mantenere gli orari previsti recuperando eventuali ritardi, le percorrenze corrette consentono di svolgere il servizio di assoluta sicurezza per lavoratori ed Utenti.

Tutto questo si è per giunta verificato con una assoluta mancanza di informazione agli Utenti.
Le fermate non sono ancora aggiornate con gli orari del nuovo servizio, creando notevoli disagi a chi dovrebbe prendere gli autobus. Situazione inevitabile sapendo che si stanno ancora concordando con le Amministrazioni Comunali gli orari delle corse”, scrivono nella nota le organizzazioni sindacali.

Ma a finire sotto il mirino dei sindacati non c’è solo l’azienda, ci sono anche gli enti locali. “Non possiamo non far rilevare che i continui tagli ai finanziamenti al Trasporto Pubblico Locale che i vari Governi che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida del Paese hanno dispensato e il continuo lievitare dei costi (basti pensare agli aumenti vertiginosi dei carburanti e dei premi delle polizze assicurative), hanno creato per le Aziende di trasporto una situazione assolutamente insostenibile. Ne sanno qualcosa i nostri colleghi di Caserta, dove un’Azienda come la nostra è stata costretta a dichiarare lo stato di fallimento.

Il Trasporto Pubblico Locale, se inteso come servizio sociale, ha necessità di una contribuzione pubblica importante. L’alternativa è quella di svolgere il servizio di trasporto solo in quelle località e in quelle fasce orarie che assicurino la redditività del servizio effettuato, con buona pace di chi abita nei centri minori o di chi deve effettuare spostamenti con i mezzi pubblici in orari che non siano quelli di “punta”.

La Direzione di ATP e la Provincia di Genova ci hanno comunicato di aver avvisato da mesi i Comuni in cui viene effettuato il servizio, della necessità di effettuare un taglio che riportasse in equilibrio economico i conti della nostra Azienda, pena la messa in discussione dell’intero servizio offerto. Evidentemente tutti gli Amministratori ritenevano che i tagli riguardassero solo “gli altri” Comuni, solo adesso che i tagli sono diventati cosa reale e che gli Amministratori dei vari Comuni serviti da ATP si sono resi conto che i servizi sono diminuiti anche nel proprio Comune, sono cominciate le lamentele e le prese di posizione.