Ancora bagarre sulle crociere, nuovi scali disdetti a Portofino, Angrisano: “Trovato il giusto equilibrio”

Tigullio. Non si placano le polemiche sul decreto “Salva coste” e nonostante l’ordinanza emessa dalla capitaneria di porto di Genova i problemi non sembrano del tutto risolti, tanto che già due navi hanno disdetto il loro prossimo scalo a Portofino, in particolare la Seabourn Legend, che avrebbe dovuto fare scalo domani mattina nella perla del Tigullio, ma ha preferito cambiare rotta e scegliere Portovenere. La stessa intenzione è stata già manifestata dal capitano di un’altra nave in arrivo a luglio.

Il principale problema sarebbe la troppa distanza dal punto di fonda alla terra ferma, per la cui percorrenza, secondo quanto cronometrato dal direction manager della Trumpy Giorgio Grillo, i tender impiegherebbero circa 25 minuti, contro gli 8 che venivano impiegati prima delle modifiche. “Si rischia di compromettere non solo questa stagione ma anche la prossima”, dichiara Grillo.

Anche di queste problematiche si è discusso nel convegno che si è svolto ieri sera a Villa Durazzo a Santa Margherita. “La soluzione individuata sta nel giusto equilibrio, è un provvedimento di estrema applicabilità ed apertura per il bene di tutti”: il comandante della capitaneria del porto di Genova Ammiraglio Felicio Angrisano definisce in questi termini l’ordinanza che fissa regole specifiche e aree per la sosta delle navi da crociera nel golfo del Tigullio e in particolare davanti a Rapallo, Santa Margherita e Portofino.

L’ammiraglio Angrisano ha tenuto a precisare che l’ordinanza, che individua la zona di fonda per le navi a 0,7 miglia dalla costa, indica tre ‘porte’ di entrata e uscita per lo sbarco dei passeggeri nei porti di S. Margherita Ligure e Rapallo e prevede tutta una serie di cautele e prescrizioni che tengono in considerazione, da un lato l’ambiente marino e dall’altro la sicurezza della navigazione, “non è stata emanata ‘in deroga’ al decreto ministeriale”. “E’ la norma stessa – ha detto – che prevede la possibilità di trovare aree di differenziazione”. “In questo momento – ha aggiunto – meglio di così non si può fare. Ci vuole uno sforzo da parte di tutti”.

“Il provvedimento dell’autorità marittima – ha poi proseguito riferendosi alle polemiche che l’ordinanza ha suscitato – può essere impugnato. Se qualcuno si sente leso io non mi offendo”. Al convegno hanno preso parte le amministrazioni Comunali, le Capitanerie di Porto, le agenzie marittime Cambiaso&Risso, Cemar, Medov e Trumpy, che da sole coprono oltre il 90% del mercato italiano delle crociere. Presenti inoltre la Polizia di Frontiera,la Guardia di Finanza,i Carabinieri, tutti organi operativi direttamente interessati al controllo del traffico crocieristico e degli sbarchi a terra , la Camera di Commercio e le ASCOM locali direttamente coinvolte nelle ricadute economiche.