Allevamenti bovini e ovini predati dai lupi: la Regione fa passo in avanti per un indennizzo - Genova 24
Altre news

Allevamenti bovini e ovini predati dai lupi: la Regione fa passo in avanti per un indennizzo

lupo

Genova. La Regione Liguria sta lavorando per riordinare- e arrivare a un testo unico- le norme che regolamentano il sistema gli indennizzi dei danni causati agli allevatori di bovini e ovini predati da lupi e cani randagi. È quanto emerso da un seminario tecnico promosso da Parco Naturale Regionale dell’Antola nella sede scientifica di Torriglia con gli operatori coinvolti nella gestione della presenza del lupo in Liguria.

Il seminario è servito ad aggiornare il personale coinvolto, dagli agenti di Polizia Provinciale e del Corpo Forestale dello Stato ai veterinari delle ASL liguri, sulla situazione attuale della presenza del lupo, scambiare le esperienze soprattutto in tema di rilevamento dei dati e accertamento dei danni da predazione di bestiame, “e concordare metodologie comuni oltre ad un proficuo coordinamento e scambio di informazioni”.

Le finalità del Progetto Regionale, la cui gestione è stata affidata al Parco dell’Antola e la responsabilità scientifica al all’Università di Pavia, riguardano il raggiungimento di un equilibrato rapporto tra le esigenze di tutela del lupo, specie protetta a livello europeo, e le attività zootecniche presenti sul territorio.Al seminario erano presenti, fra gli altri, Roberto Costa, presidente del Parco , Giovanni Diviacco, del Servizio Parchi della Regione, Pietro Milanesi, dell’Università di Pavia, Eraldo Minetti, della Polizia Provinciale di Genova, Corpo Forestale dello Stato, le aree protette liguri.

In Liguria , dai primi, parziali accertamenti, sono tre le principali aree di presenza del lupo: l’area imperiese delle Alpi Liguri, le zone montane del Genovesato e nell’alto Spezzino. Considerato che i lupi si muovono in grandi spazi possono arrivare a percorrere anche centinaia di chilometri nella stessa giornata,

Se la presenza del lupo ha un impatto pressoché nullo su gran parte delle attività umane, essa può invece costituire un problema per gli allevatori, i quali hanno spesso buone ragioni per vedere nel lupo un pericolo per la loro attività. Le specie domestiche più vulnerabili sono pecore e capre, per la loro taglia ridotta e per il loro comportamento di fuga, che favorisce l’attacco, oltre, ma in minor misura, a giovani bovini ed equini (vitelli e puledri).

Le amministrazioni pubbliche, i ricercatori, i parchi e le associazioni sono impegnati a gestire la convivenza di questo predatore con gli allevatori.