Acqua Bene Comune, i candidati sindaco firmano la “carta di impegni”: assenti quelli “maggiori” - Genova 24
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Acqua Bene Comune, i candidati sindaco firmano la “carta di impegni”: assenti quelli “maggiori”

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Genova. Il Comitato Acqua Bene Comune ha redatto una “carta di impegni per l’acqua”, sottoposta ai candidati delle amministrative, contenente 6 punti sui quali i sottoscrittori si impegnano ad agire, in quanto sindaci o consiglieri comunali e municipali.

“I punti prevedono l’opposizione a ulteriori fusioni societarie per creare la megautility del Nord, togliere immediatamente dalla tariffe la remunerazione del capitale, attivarsi per rientrare in possesso delle dighe vendute a Iren, aprire un tavolo tecnico aperto alla cittadinanza per arrivare alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, prevedere forme di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul servizio idrico, assicurare la massima trasparenza e accesso a documenti e dati – spiega Cristiano Nattero, Comitato Acqua Bene Comune – Responsabile è l’Aato, la conferenza dei sindaci della Provincia di Genova, che non ha preso posizione per difendere i cittadini e applicare il referendum”.

Il Comitato dà anche il via alla Campagna di obbedienza civile. “Consiste nel fare reclamo al gestore e all’Aaato dicendo mi state facendo pagare una quota ingiusta, toglietela – conclude Nattero – altrimenti il passo successivo è l’autoriduzione, o più correttamente calcolo della giusta tariffa, che consiste nel togliere quel 22% del profitto”.

Qualche polemica non è mancata, visto che il documento è stato sottoscritto solo da tre candidati sindaci e si è notata l’assenza di quelli cosiddetti “maggiori”. “Nel nostro programma un punto fondamentale è la ripubblicizzazione totale dell’acqua, ma chiaramente pochi candidati sindaco hanno aderito perché pochi hanno la possibilità di dire queste cose senza stare in mezzo al guado, come sta accadendo spesso al centrosinistra – spiega Roberto Delogu, candidato Partito Comunista – Questa sbornia di liberismo che ha coinvolto anche il centrosinistra è una delle cause fondamentali della crisi che c’è nel nostro paese. La colpa, in primis, è di chi sostiene il governo che privatizza i beni comuni, mi riferisco anche al Pd che non è assolutamente per la ripubblicizzazione”.

Dello stesso avviso Giuseppe Viscardi, candidato di Gente Comune. “Il candidato Doria, ad esempio, fa parte di una colazione nella quale c’è un partito che ha promosso il referendum, ma nel suo programma si parla in maniera ondivaga del mantenimento dell’acqua come bene pubblico – dichiara – Non è un caso se siamo solo in 3 ad aver firmato il manifesto. Soprattutto quando guardo i candidati cosiddetti maggiori, soprattutto Doria, ho l’impressione che sia tirato per la giacchetta dalle tante troppe forze politiche all’interno della coalizione”.

Anche per Paolo Putti, candidato del Movimento 5 Stelle, è fondamentale il mantenimento dell’acqua come bene pubblico. “Sono qui perché credo fondamentale ciò che hanno deciso i cittadini con il referendum – dichiara – Rilanciare la campagna obbedienza civile per cercare di forzare la mano per far rispettare la legge e gli accordi presi è fondamentale. Dobbiamo togliere la dimensione di profitto, garantendo l’acqua a tutti”.

Hanno firmato il documento anche molti candidati al consiglio comunale. “L’acqua deve rimanere pubblica e i cittadini devono monitorare la situazione – spiega Eva Provedel, candidata nella Lista Civica Marco Doria – il nostro capolista non c’è per impegni, ma l’acqua come bene pubblico è un punto fondamentale nel suo programma”.