Cronaca

Tigullio, maxi evasione da 14 milioni di euro: denunciati gli amministratori di un’impresa edile

Tigullio. Una maxi evasione fiscale, da ben 14 milioni di euro, è stata scoperta dalla brigata della guardia di finanza di Riva Trigoso, che proprio in questi giorni ha concluso una complessa ed articolata verifica fiscale nei confronti di una società di capitali del settore edile, con sede legale a Riva Trigoso ma operante in numerosi cantieri del nord Italia (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). La società ha omesso di presentare le dichiarazioni fiscali, ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva, per gli anni dal 2006 al 2009, diventando così un “evasore totale”.

Dotata di una struttura tecnicamente adeguata in termini di mezzi e di personale dipendente, in tutto 40 lavoratori, aveva iniziato la propria attività imprenditoriale nel 2005, periodo per il quale aveva presentato le dichiarazioni tributarie, producendo un volume d’affari di 5 milioni di euro. Nel prosieguo, però, l’azienda, pur continuando ad operare, non ha più presentato le dichiarazioni fiscali, tranne il modello 770 relativo agli adempimenti in capo al datore di lavoro, quale sostituto d’imposta per gli stipendi corrisposti al personale dipendente.

L’attività ispettiva intrapresa nei confronti dell’impresa, condotta con vari accessi, anche domiciliari presso le abitazioni degli amministratori succedutisi nella gestione, ha permesso di reperire ingente documentazione di natura extracontabile, appunti, agende ed altro, rivelatasi di grande utilità per ricostruire il volume d’affari e dei redditi sottratti all’imposizione, in quanto la contabilità ufficiale e le fatture emesse erano state preventivamente occultate, proprio per rendere più difficoltosa, se non ardua, la quantificazione delle imposte dovute all’erario.

I finanzieri, comunque, attraverso le tracce documentali acquisite, ovvero la consultazione dell’elenco clienti e fornitori disponibile nell’archivio elettronico dell’Anagrafe Tributaria per le annualità 2006 e 2007, l’invio di questionari e l’esecuzione di “controlli incrociati” ai soggetti che avevano avuto rapporti commerciali con la società verificata, nonché l’esperimento di approfonditi accertamenti bancari, sono riusciti a determinarne con precisione l’effettiva operatività dell’azienda, i corrispettivi percepiti ed i tributi evasi; in particolare, considerando il quadriennio dal 2006 al 2009, è stata quantificata una base imponibile, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, di 14.611.850 euro, con un’Iva correlata, dovuta all’Erario, di 1.629.961 euro.

I due amministratori succeditisi nella conduzione della società sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Chiavari per frode fiscale, avendo occultato le scritture e i documenti contabili, e per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali.

Nell’ambito delle indagini finanziarie eseguite, dall’analisi dei conti correnti intestati ad uno degli amministratori, i finanzieri operanti hanno scoperto, tra l’altro, che lo stesso gestiva contemporaneamente come legale rappresentante altre tre società attive sempre nel settore edilizio, con sede in provincia di Milano, anche queste “evasori totali”, per conto delle quali aveva percepito, globalmente, 46 milioni di euro, anche questi interamente sottratti alla tassazione; la situazione è stata puntualmente ricostruita e segnalata al Comando della Guardia di Finanza competente per territorio, affinché procedesse alle conseguenti contestazioni.

È stato proposto, altresì, all’Agenzia delle Entrate, l’avvio del procedimento per l’applicazione di misure cautelari sui beni patrimoniali dell’evasore, per garantire il pagamento dei tributi dovuti e delle sanzioni.