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Terremoto in casa Lega, Belsito indagato: Rixi chiede le dimissioni, Bruzzone più cauto

Liguria. Fermento anche all’interno della rappresentanza ligure del Carroccio, dopo la notizia della perquisizione nella sede milanese della Lega Nord, che sembrerebbe riguardare un’inchiesta relativa alla vicenda degli investimenti in Tanzania effettuati dal tesoriere del partito Francesco Belsito, il quale  risulta indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato.

La perquisizione ha riguardato anche una delle abitazioni genovesi di Belsito, in via Fiasella, in pieno centro città. L’ex sottosegretario è uscito di casa ed è salito in macchina insieme ai finanzieri non rilasciando alcun commento. “Sorpreso” si è detto l’avvocato difensore di Francesco Belsito, Paolo Scovazzi, che non ha potuto partecipare alle perquisizione in quanto era a Monza per un altro processo. “Non conosco le carte al momento. Certamente la situazione che coinvolge ben tre Procure diverse mi sembra alquanto strana rispetto alla storia dei fondi così come mi è stata riferita dal mio cliente, con il quale parlerò al più presto”.

In casa Lega, intanto, il clima è burrascoso. Il candidato sindaco Rixi chiede a Belsito di farsi da parte: “Credo che oggi si debba prendere una decisione. Si deve fare chiarezza sulla tesoreria, c’è un indagine in corso e chiedo a Belsito di fare un passo indietro per lasciare lavorare la magistratura. Questa situazione ci imbarazza molto, attendo la fine del vertice di via Bellerio per vedere quali provvedimenti vengono presi. Ma se non ci saranno le dimissioni mi consulterò con i candidati della nostra lista per decidere se è il caso di andare avanti. Bisogna capire che cosa è successo sulla cassa, anche se la Lega non è artefice ma vittima. Io come esponente chiedo che chi è sotto indagine si faccia da parte”.

Dalla Liguria, le reazioni sono diverse e se il candidato sindaco, Edoardo Rixi chiede le immediate dimissioni del tesoriere, il consigliere regionale Francesco Bruzzone, usa una maggiore cautela.

“Se c’è qualcosa che non va verrà fuori, ma nel merito non sono ancora in grado di entrare perché non conosco nulla dei fatti – dichiara – Maroni ha chiesto le dimissioni, ma lui è un importante membro del nostro movimento come lo sono Bossi, Calderoli e Castelli e quindi sono valutazioni che verranno fatte successivamente. Posso dire che ieri c’è stato il consiglio confederale del partito, che è l’organo massimo a livello nazionale e si è svolto in un clima di totale serenità su quelli che sono gli argomenti di attualità importanti, dalla raccolta di firme sulle leggi di iniziativa popolari all’articolo 18”.

Bruzzone precisa che “Se ci sarà bisogno si riconvocherà il consiglio e anche la Liguria farà la sua parte”. Il candidato Rixi è da più di un mese che chiedeva a Belsito di fare un passo indietro. “Queste sono posizioni del candidato sindaco che possono essere condivise come no. Io non so che motivi abbia, ma credo sia un discorso che tenderei a distinguere – conclude – Un conto sono le competizioni tra istituzioni e un conto i partiti, due organismi che non devono essere mischiati”.