Economia

Scuole e imprese, Della Bianca: “Chiederò alla Regione di aderire al quadro per certificare l’apprendistato”

Genova. “Nonostante ci sia voluto del tempo – spiega Raffella Della Bianca – per i settori produttivi principali, l’apprendistato professionale sarà finalmente operativo secondo quanto indicato dal decreto legislativo 167/2011. Si tratta di un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. La disciplina di questo contratto è rimandata ad appositi accordi interconfederali o a contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale tra le parti sociali”.

Su questo settore è previsto anche l’intervento delle Regioni che devono definire i termini, in particolare per quanto riguarda l’apprendistato, per la qualifica e il diploma professionale e quello di alta formazione e ricerca.

“Fino ad oggi – continua Della Bianca – sono solo tre le Regioni che hanno messo a punto regolamentazioni che recepiscono il nuovo quadro, nello specifico Piemonte, Abruzzo e Veneto, mentre lo strumento sarebbe particolarmente utile per avvicinare sempre più il mondo della scuola a quello delle imprese. L’accordo sottoscritto dalla regione Piemonte con le organizzazioni sindacali e datoriali prevede, ad esempio, una sperimentazione, nel triennio 2012-2014, con l’attivazione di oltre cento corsi di durata annuale, biennale o triennale, e la presenza di alcune figure quali il tutor aziendale, che ha responsabilità del percorso all’interno dell’impresa, e il coordinatore formativo dell’agenzia, che deve accompagnare e monitorare il percorso dell’apprendista”.

Il consigliere chiede attraverso un’interrogazione a risposta immediata se la Giunta intenda aderire al nuovo quadro sull’apprendistato e cosa sia stato fatto in tale direzione da Regione Liguria negli ultimi anni.

“È notizia di qualche giorno fa – aggiunge Della Bianca – che a Treviglio in provincia di Bergamo, un centinaio di piccoli imprenditori e di artigiani abbiano organizzato un’assemblea per sottolineare la carenza sul territorio di manodopera specializzata e trovare una soluzione a questo serio problema. I tecnici che servono alla piccola industria non si trovano pur essendocene un grande bisogno, questo è il nodo da districare. Le regioni quindi, dovrebbero unire le loro forze a quelle di tutte le associazioni di categoria, affinché le nuove generazioni abbiano una formazione professionale che purtroppo oggi è davvero deficitaria”.