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Sagra delle difese svagate: l’Inter batte il Genoa 5 a 4

Milano. Inter-Genoa, la partita surreale. Il Genoa in cerca di punti tranquillità, i milanesi in cerca di tranquillità e basta. Il Genoa che ha una forte identità di uomini e l’Inter che non sa da che parte è girato. Curiosità diffusa.

Marino risponde al nuovo mentore e salvatore della patria nerazzurro, il marziano Andrea Stramaccioni, con Frey in porta, linea difensiva dei quattro con Mesto, Carvalho, Kaladze e Moretti, cerniera di centrocampo con Veloso e Biondini, aiutati da Belluschi e Sculli. Punte Palacio e Gilardino.

Sole che batte sul prato di San Siro, vento che spira in maniera fastidiosa, la partita non passa neppure dalle fasi di studio che Rodrigo Palacio si incunea in un varco aperto nella difesa nerazzurra ma tira alto sulla traversa. Al 5’ ancora un tiro del Genoa, con Biondini che però tira a lato. Ma il Genoa sembra esserci, compatto tra le linee e veloce a ripartire.

Il primo rischio i rossoblù lo subiscono all’8’ con una buona azione di Zarate che poi calcia a lato, veloce capovolgimento e Palacio si presenta a tu per tu con Julio Cesar. Solo calcio d’angolo, dal quale Sculli sfiora il vantaggio.
Il Genoa gioca bene, l’Inter segna al primo affonda. Zarate allarga per Forlan lasciato solo da Mesto, cross e Milito deposita in rete saltando indisturbato tra i centrali difensivi rossoblù. Tutto troppo facile per l’Inter in questa azione.
Il Genoa tiene botta e gioca con raziocinio nella metà campo avversaria. Al 20’ l’Inter sfiora il raddoppio: spiovente che trova libero Samuel in mezzo all’area, assist per Cambiasso e miracolo di Frey. Il portierone genoano però sbaglia poco dopo su un cross insidioso di Zarate, ma Milito e Forlan si ostacolano.

Il Genoa è pericolante dietro, linea difensiva altissima, Moretti tiene in gioco Milito che si presenta davanti a Frey ed è il due a zero. Il Genoa prova a giocare, l’Inter segna e fa male ogni volta che si butta dall’altra parte: il terzo gol arriva da un cross basso di Lucio, assist per Samuel.

Il Genoa non si disunisce, conquista il suo ottavo calcio d’angolo contro l’unico calcio dalla bandierina conquistato dai nerazzurri, Sculli prova la rovesciata, il pallone carambola sul ginocchio di Moretti e palla in rete. Fine primo tempo.

Marino toglie Veloso e mette dentro Bosko Jankovic. Il Genoa non comincia benissimo, ma al 52’ trova forse una delle azioni più insidiose della sua partita con Gilardino che raccoglie un cross di Mesto sfiora il raddoppio.

Al 58’ lungo lancio di Jankovic, raccoglie di testa Sculli per metterla in mezzo, palla che sbatte sul braccio di Zanetti: rigore per il Genoa. Tra i fischi trasforma Palacio, partita riaperta. L’Inter sembra sorpreso ma sfrutta gli spazi che il Genoa concede per i contropiedi. La partita si chiude al 74’ quando Zarate stavolta a sinistra salta netto Mesto e appoggia un delizioso destro a girare. 4 a 2. Partita però che non è ancora finita. Lancio millimetrico di Belluschi, Palacio che scappa sul filo del fuorigioco, fallo di Julio Cesar: rigore ed espulsione per il portiere interista.

Tiro di Palacio. L’incombenza è lasciata a Gilardino che segna. A quel punto Marino le prova tutte: fuori Biondini e dentro Jorquera. L’Inter chiude però la partita all’86’, azione di contropiede su cui da Guarin conquista un calcio di rigore trasformato da Milito.

Passano pochi minuti e il Genoa ottiene il suo terzo calcio di rigore per fallo di Lucio ancora su Sculli, partita incredibile che finisce comunque 5 a 4. Match spezzato in due, Grifone a due volti, che non sfrutta l’occasione di pareggiare contro un’Inter quantomeno svagata.