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Mario Monti e la primavera orientale

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Il viaggio di Mario Monti in Cina ha dato modo ai partiti italiani di prendere un po’ di coraggio. In settimana l’incontro tra i principali leader che sostengono il governo per pensare alla riforma della legge elettorale. Dalla Cina arrivano però notizie contrastanti: chi dice che i cinesi vogliano investire in Italia, quando però hanno ceduto i titoli pubblici italiani.

Per mario Monti quello di ieri con il premier Wen Jiabao è stato un “incontro molto cordiale, utile e concreto che sicuramente ha dato nuovo impulso alle relazioni fra Italia e Cina”, questo il commento del presidente del Consiglio italiano, alla vigilia della conferenza annuale del Boao Forum for Asia.

Al suo interlocutore, destinato verosimilmente a succedere allo stesso Wen in occasione del cambio ai vertici cinesi previsto in autunno, Monti ha sottolineato l’importanza di “collocare queste relazioni nel quadro di una maggiore attenzione dell’Italia nel grande scenario asiatico”. “Da questo punto di vista – ha concluso – quella di Boao, che lei mi ha proposto e offerto, è l’occasione giusta”. Dopo i due intensi giorni passati a Pechino, il presidente del Consiglio ha dunque lasciato in mattinata la capitale cinese alla volta di Boao, località turistica nell’isola di Hainan, nel sud della Cina, dove è atterrato intorno alle 13, ora locale. L’occasione della trasferta, che conclude il lungo viaggio in Asia del premier, è la partecipazione alla conferenza annuale del Boao Forum for Asia, un appuntamento che si apre domani e che raccoglie leader politici ed economici in quella che viene definita la ‘Davos d’Oriente’. In calendario oggi anche l’incontro con Zhou Xiaochuan, il potente governatore della Banca Centrale, e un bilaterale con il premier pakistano Yousuf Gilani.