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Liguria, un documentario racconta la resistenza: “Senza passato non si comprende il presente”

Regione. “Non dimenticare il nostro passato”. L’invito arriva a pochi giorni dalle celebrazioni per il 25 aprile 67° anniversario della Liberazione, dalla voce ferma di Raimondo Ricci, 91enne partigiano e presidente dell’Istituto storico della Resistenza.

“Non deve dimenticare Genova, una città che è riuscita a liberarsi da sola, e a ottenere che coloro che avevano conquistato il nostro territorio, fascisti e nazisti, fossero sconfitti dalle forze della resistenza. Una vicenda – spiega ancora Ricci – di cui non deve essere perduto il significato perché ha ragione d’essere ancora oggi”.

Per questo è stato prodotto per iniziativa dell’Istituto ligure per la storia delle resistenza, da Ricci presieduto, il documentario “Dalle montagne al mare, la resistenza in Liguria”, con il sostegno della Regione Liguria.

Un prodotto “per i giovani e per la memoria degli anziani. Bisogna trovare la sintonia tra le genrazioni – sottolinea Ricci – i giovani sono in possesso del futuro, noi siamo la memoria del passato. e se non si conosce il passato è più difficile comprendere il presente”.

Il documentario è un progetto articolato in quattro parti sulla lotta di liberazione a Genova, Spezia, Savona e nell’entroterra imperiese.

Quello genovese è il più complesso: “racconta la scelta prima antifascista, poi resistenziale di giovani uomini e donne di Genova città negli anni della liberazione”, spiega il regista Primo Giroldini.
Una storia di 70 anni da porre all’attenzione dei giovani di oggi. “Purtroppo la speranza di allora, in un mondo migliore, è stata disattesa – sottolinea il regista – si vede quotidianamente in quello che viviamo, le grosse diseguaglianze sociali, il problema del lavoro per le nuove generazioni”. Attualizzare il messaggio di quella lotta vuol dire “pensare alla liberazione da un’oppressore, ma anche ripensare ai valori di giustizia sociale, senza cui la libertà non esiste”.

Genova ha dato un contributo essenziale alla liberazione il timore che il ricordo si affievolisse è secondo il presidente della Regione Claudio Burlando “infondato”.

Il fatto che si producano nuovi film, libri, opere “a testimonianza di quella pagina così importante è emblematico della voglia di ricordare di questa città – commenta Burlando – l’incontro tra i protagonisti di allora e i ragazzi di oggi è molto bello”.