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Lega Nord, Rixi: “A Bergamo manifestazione storica, ancora qualche colpo di scopa e si può ripartire”

Bergamo. “A Bergamo manifestazione storica della Lega, sembravano gli anni novanta. Ancora qualche colpo di scopa poi si può ripartire”, ecco il commento che il candidato sindaco, Edoardo Rixi, affida a Twitter il giorno dopo la serata bergamasca dedicata all’orgoglio leghista.

”Siamo capaci di ripartire e siamo stati vittima di un complotto”. Così il presidente della Lega Nord, Umberto Bossi ha aperto il suo intervento. Qualche fischio dai militanti è arrivato nel momento in cui il Senatur ha citato l’ex tesoriere Belsito all’origine dello tsunami che si è abbattuto sul Carroccio. Mentre è chiaro su Maroni “Non è vero che sia un traditore”. ”A me spiace non solo per la Lega, ma anche per i miei figli” ha continuato Bossi che precisa: “Il cerchio magico non esiste”.

Poco prima c’era stato l’intervento di Roberto Maroni: “Sono giorni di passione, di dolore ma anche di rabbia per l’umiliazione e per l’onta subita”. “Sono momenti di dolore per noi, per i militanti e per Bossi che non merita quello che è successo. Lo conosco da 40 anni e sono certo che non c’entra niente, ma ha fatto un gesto di grandissima dignità, si è dimesso”, aveva detto l’ex ministro dell’Interno Già invocata in mattinata e nei giorni scorsi, Maroni ha chiamato nuovamente la Lega alla pulizia: “La reazione che vediamo qui è dei tanti che non ci stanno, noi ripartiamo con le nostre straordinarie battaglie. La Lega non morirà, ma riparte da qui, da questa meravigliosa platea. Non si sono cerchi che tengano, dobbiamo fare pulizia”. “Dobbiamo tornare alla Lega del ’91. Abbiamo un sogno nel cuore: quello di diventare alle prossime elezioni politiche il primo partito della Padania”, ha aggiunto. “Possiamo farcela, serve pulizia, nuove regole: chi rompe le palle – ha aggiunto Maroni – fuori dalle palle”. Poi ancora parole per il Senatur: “Ho già avuto dalla Lega molto più di quanto avrei sperato. Se Umberto Bossi si candiderà segretario io lo voterò”.

E aveva continuato: “Oggi abbiamo chiesto di dimettersi ad una persona che però ha detto di no, mi dispiace” ha detto poi dal palco Maroni, che ha annunciato come al “prossimo consiglio federale chiederemo le espulsioni” di Belsito e di Mauro. Se il vicepresidente del Senato non si dimetterà, dice dal palco, “ci penserà la Lega a dimetterla”. Riguardo l’inchiesta, poi, è netto: “Chi sbaglia paga. Chi ha preso soldi alla Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo”. Ma avverte: “Dico no alla caccia alle streghe, chi ha sbagliato paga perché noi siamo diversi dagli altri partiti, ma no alla caccia alle streghe”.

E aveva aggiunto: “Ho provato orrore per le accuse di colusione con la ‘ndrangheta, cose inaudite”. “Congressi nazionali subito e quello del Veneto si faccia lo stesso giorno del congresso della Lombardia, il 3 giugno” ha infine invocato Maroni.

Da Roma, ospite di ‘Porta a Porta’, il vicepresidente del Senato Rosi Mauro respinge l’ipotesi delle dimissioni: “Innanzitutto voglio dire la verità e poi vedremo. Le verità in questa vicenda devono ancora emergere perché quel che ho visto finora è un processo mediatico senza precedenti”. E ribadisce: “Non vedo perché dovrei dimettermi”. Riguardo il passo indietro invocato dal triumvirato alla guida del Carroccio, Mauro aggiunge: “Calderoli non l’ho sentito, Maroni neppure, ma oggi mi ha chiamato Bossi per dirmi che, per opportunità politica, sarebbe meglio che mi dimettessi. Ma, proprio per opportunità politica io ho risposto di no, e in venti anni è la prima volta che dico no a Bossi”.

Vespa le fa notare che le conseguenze del suo diniego potrebbero essere estreme e comportare un’espulsione dal Carroccio. “Cosa fare lo vedranno loro -risponde Mauro- ma prima voglio difendermi perché sono stufa di un sistema che prima ti denigra, poi ti spinge alle dimissioni e solo infine prevede la verità. Per l’esponente del Carroccio “è giusto che la gente mi conosca, perché evidentemente ho sbagliato in passato a non comunicare come avrei dovuto. Ho tutto il diritto di difendermi e anche in Aula al Senato farò un intervento”.
Dopodiché “le mie dimissioni possono essere imminenti o no, ma non vedo perché oggi dovrei” fare un passo indietro”.

Durante la registrazione, il vicepresidente del Senato continua: “Rosi Mauro non ha mai preso un euro dalla Lega, quando parlano di movimenti di denaro si riferivano al sindacato e non a me”. “Non ho niente da nascondere. Gli estratti conto del sindacato lo dimostrano, non ho mai preso un soldo”, ribadisce. I trasferimenti di fondi, finiti al centro delle inchieste, “sono donazioni che ogni anno il movimento fa al sindacato. Il bilancio del Sin.pa. -ha aggiunto Mauro intervenendo a ‘Porta a porta’ per spiegare le sue ragioni- dipende dalle varie donazioni che variano di anno in anno. Comunque -ha assicurato- e’ tutto documentabile”. Rosi Mauro, poi, parla di Pierangelo Moscagiuro: “E’ il mio caposcorta. Non è assolutamente alle dipendenze del Senato ma è in forza all’ispettorato” di Palazzo Madama. Chiarendo quindi che non si tratta del suo partner, Mauro a Bruno Vespa aggiunge: sono state scritte “nefandezze. Qui mi hanno colpito nella vita privata – aggiunge – e lo trovo assurdo e inconcepibile”. Le vicende delle presunte lauree in Svizzera sono state “un fulmine a ciel sereno” è una vicenda “del tutto inventata, per quanto mi riguarda”.

Mauro parla anche della ‘nera’, la donna al centro delle inchieste: non sarebbe lei, ma l’infermiera svizzera che si è occupata di Umberto Bossi negli anni della malattia. Il no alle dimissioni del vicepresidente del Senato ha trova l’immediato commento anche della terza reggente del partito, Manuela Dal Lago: “Non posso che crederle e augurarmi che Rosi Mauro sia estranea alla vicenda, così come dichiara. Ma a volte non è una questione di colpevolezza o meno: il passo indietro può consentire alla persona interessata di difendersi meglio e agli altri di proseguire sulla propria strada”.