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Lavagna, allarme occupazione per la Nuova Simar: approvato all’unanimità documento Pdl

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Regione. Allarme occupazione per la “Nuova Simar srl” di Lavagna. Questo il contenuto dell’ordine del Giorno approvato all’unanimità questa mattina in Consiglio regionale e promosso dall’esponente Pdl Gino Garibaldi.
“Con il documento – spiega Garibaldi – abbiamo chiesto alla Giunta un impegno concreto affinchè si attivi con le modalità ritenute più opportune per conoscere la reale strategia che Nuova Simar srl intende portare avanti relativamente al mantenimento occupazionale ed alla continuità dell’attività lavorativa e vengano assunte tutte le iniziative e gli ulteriori atti ed azioni necessari al fine di comporre un tavolo di trattativa tra i vari soggetti interessati, per mantenere gli attuali livelli occupazionali e garantire l’utilizzo dei necessari ammortizzatori sociali ed il pagamento degli stipendi arretrati”.

Il consigliere regionale del Pdl si dice seriamente preoccupato: “la grave ed ingiustificata situazione venutasi a creare alla NUOVA SIMAR srl di Lavagna, dove, senza alcuna motivazione valida e legittima, sono state inviate lettere di licenziamento ai 30 lavoratori ancora occupati nella sede di Carasco è preoccupante”.

“La Nuova Simar srl attualmente conta su 40 dipendenti – continua il rappresentante del centrodestra promotore del documento – di cui 10 già spostati in varie sedi fuori provincia e 30 licenziati. Parrebbe da quanto emerso dalle notizie che circolano che i lavoratori non percepiscano lo stipendio da più di quattro mesi in quanto la cassa integrazione ordinaria aperta è stata sospesa dall’INPS per irregolarità procedurali dell’Azienda che ha deciso i licenziamenti senza richiedere ed usufruire di ulteriori e normali ammortizzatori sociali”

Gino Garibaldi infine conclude: “quest’azienda specializzata in assistenza e manutenzione di motori nautici si occupa anche dell’assistenza ufficiale alla Caterpillar e rappresenta una realtà molto importante per il nostro territorio. la Giunta regionale ha il dovere di occuparsi di queste vicenda visto il grave periodo di crisi che la società sta attraversando e la necessità di continuare a garantire la prosecuzione degli ammortizzatori sociali per mantenere il posto di lavoro ai 30 dipendenti dell’Azienda”.