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Indagine su Belsito: per la Procura di Milano soldi “distratti” per la famiglia Bossi

Milano. Il tesoriere della Lega Francesco Belsito avrebbe distratto soldi per sostenere i costi della famiglia Bossi. E’ quanto si legge nel decreto di perquisizione eseguito dai militari della Guardia di finanza che, insieme ai carabinieri, si sono presentati questa mattina nella sede di via Bellerio a Milano.

Nel documento, la procura di Milano fa riferimento ad una “nota proveniente dal Noe diretta dall’autorità giudiziaria di Napoli” la quale, si legge “fornisce elementi inequivocaboli circa il fatto che la gestione della tesoreria del partito politico Lega Nord è avvenuto nella più completa opacità fin dal 2004”.

In particolare Belsito, si legge ancora “fin da quando ha cominciato a ricoprire l’incarico di tesoriere ha alimentato la cassa con denaro non contabilizzato ed ha effettuato pagamenti e impieghi anch’essi non contabilizzati o contabilizzati in modo inveritiero”. Tra questi impieghi emergono i “costi della famiglia, intendendosi per tali gli esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati. Tali atti di disposizione, in ipotesi non riconducibili agli interessi del partito e contrari ai suoi vincoli statutari, hanno carattere appropriativo”.

Attualmente né il leader della Lega Nord Umberto Bossi né i suoi famigliari risultano indagati.

“Il rendiconto della Lega – si legge nel decreto di perquisizione – così come emerge dalla nota del Noe è inveritiero, posto che non dà conto della reale natura delle uscite, come non dà conto della gestione ‘in nero’ sia in entrata sia in uscita di parte delle risorse affluite alla cassa del partito”.