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Imu-tassa sulla casa, Canepari: “Si deve decidere al più presto”

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Economia, crisi, tasse, consumi … l’elenco può continuare. Il tema in discussione in queste settimane è quello dell’Imu (ex Ici), insomma la tassa sulla casa.

Attorno a questo contributo che toccherà agli italiani ci sono ancora molti interrogativi: saranno escluse le prime case? Come sarà calcolato, per vani o dimensioni? Insomma quanto peserà?

Su questo tema è intervenuto il presidente della Consulta nazionale dei Caf, Valeriano Canepari: “Auspichiamo una soluzione sull’Imu entro Pasqua altrimenti le difficoltà per contribuenti e operatori saranno veramente difficili da gestire”.

Il nodo potrebbe essere sciolto domani come emendamento al decreto legislativo fiscale, al voto nelle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Canepari rileva infatti che, per mettere ordine sulla questione del primo acconto dell’Imu, serve “un dispositivo legislativo”.

Per Canepari, poi, visto che solo il 6% dei Comuni ha deliberato sull’Imu, la via potrebbe essere quella di consentire ai contribuenti di pagare l’acconto Imu di giugno (al 50%) partendo dalle aliquote base (7,6 per mille e 3,8 per mille sulla prima casa con la detrazione di 200 euro). “Se poi entro la prossima settimana arrivasse anche il modello F24 per pagare saremmo in grado di dare la giusta assistenza ai contribuenti, evitando loro una doppia fila e prevenendo un intasamento degli uffici a maggio, mese che rappresenta il picco delle nostre attività”, aggiunge. Oggi ha già fatto il 730 ai Caf un milione di contribuenti. L’80% di loro dovrà tornare ai centri di assistenza fiscale per l’Imu e comunque per loro già non è stato possibile – spiega il presidente della Consulta dei Caf – avere l’indicazione nel 730, che consente un conguaglio tra Imu e Irpef nel caso in cui al contribuente risulti un credito.