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Gioco, proposta di legge dalla Liguria: no alla pubblicità, divieto ai minori e avviso di pericolo

Regione. No alla pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro. E’ la nuova proposta di legge da inviare alle Camere che porta la firma dei consiglieri regionali Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando) e quella di Lorenzo Basso (Pd) relativa alle norme contro la pubblicità dei giochi con corresponsione di premi in denaro e per la prevenzione del gioco patologico, poi votato dal consiglio regionale all’unanimità.

“Si tratta di un tema attuale approdato a livello nazionale proprio in queste settimane – spiega Donzella – con la conferenza delle Regioni e la delega fiscale al Governo che ha per oggetto i giochi pubblici nella quale si chiede che vengono introdotte modalità al fine di limitare la pubblicità del gioco per assicurare soprattutto una tutela dei minori.

Pur essendo importante e urgente arrrivare ad una legge che contrasti in modo deciso il gioco d’azzardo abbiamo voluto predisporre un provvedimento ancora più rigoroso e preciso.Crediamo che l’ampliamento che ha avuto questo fenomeno a tutti i livelli – continua Donzella – sia un elemento che incide in modo preoccupante nel campo sociale, un milione di persone in Italia risultano dipendenti dal gioco”.

Molti giocatori patologici non riescono a contenere il loro istinto con conseguenze devastanti ed irreversibili verso se stessi e la propria famiglia.

“Chiediamo pertanto che sia vietata in tutti i modi la pubblicità – afferma Donzella – vedi ad esempio il metodo non condivisibile, di contrabbandare campioni dello sport o personaggi dello spettacolo, pronti a incitare al gioco attraverso la pubblicazione su giornali e televisioni”.

Alcune scritte o espressioni quali: “gioca il giusto, gioca in modo responsabile” sono dei palliativi che non consentono di ottenere nessun risultato.

Le quattro case da gioco presenti sul territorio nazionale vennero insediate nel 1927/1928 predisponendo una deroga agli articoli del codice penale in quanto si trattava di veri e propri giochi d’azzardo.

Il gioco con corresponsione di premi in denaro fu deciso dal Governo Berlusconi con il “decreto Abruzzo” per finanziare la ricostruzione dopo il terremoto. Quel provvedimento, però, doveva essere limitato nel tempo, cosa che non è avvenuta. Al contrario sono stati immessi tutta una serie di nuovi giochi.

La pubblicità in qualche modo determina una spinta al gioco che “non può essere accettata e tollerata oltremodo. Chiediamo inoltre che all’interno dei locali dedicati al gioco e anche sui biglietti ‘gratta e vinci’ siano inserite delle semplici dichiarazioni quali: ‘il gioco provoca dipendenza, il gioco può portarti alla rovina, rivolgiti al medico per prevenire il gioco’.

“Vogliamo infine che il divieto per i minori sia rigoroso, senza droghe di nessun genere – conclude Donzella – i giovani non possono in nessun modo giocare, vediamo che nel giro di otto anni il fenomeno ha triplicato il suo fatturato. Ottanta miliardi sono gli introiti che derivano dal gioco, pari al 4% del Pil”.

Nella proposta di legge, approvata all’unanimità dal consiglio regionale, Donzella e Basso chiedono anche di prevenire la dipendenza e ludopatia e la programmazione di fondi specifici a livello nazionale per combattere l’usura e favorire la prevenzione del gioco d’azzardo.