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Genova la denuncia del Sunia: “15mila appartamenti sfitti: molti sono di enti pubblici”

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Genova. Per contribuire alla lotta a ogni forma di evasione fiscale, il sindacato nazionale Sunia promuove per tutto il mese di aprile una campagna nazionale a sostegno di tutti i cittadini che sono sono stati costretti ad accettare contratti irregolari pagando quote non certificate.

casa

Anche a Genova la campagna ha preso il via ed è molto importante vista la presenza massiccia di contratti in nero, che i consulenti di Sunia stimavano si concentrasse prevalentemente negli affitti a studenti, negli affitti turistici, negli affitti di seconde case in riviera e invece a Genova è stato rilevata una forte concentrazione di nero nel centro storico, nei falsi comodati diffusi nei quartieri, negli affitti agli extracomunitari.

C’è sempre da verificare quali sono i motivi per cui a Genova circa 20.000 appartamenti sono sfitti. “La presenza di nero è già rilevante e con questa nuova tassa è evidente che qualcuno cerchi di fare cose non legali – spiega Enrico Viani, segretario provinciale Sunia – Noi abbiamo lanciato la campagna contro gli affitti in nero, ma l’incertezza non aiuta. Oltre ai problemi degli affitti in nero, tra l’altro, c’è tutto il discorso delle case anche di proprietà degli enti pubblici, non affittate e lasciate vuote”.

Qualche settimana fa, infatti, sempre Sunia e Apu hanno denunciato pubblicamente il dato relativo agli appartamenti sfitti di proprietà dell’Inps e dell’Inpdap, denuncia alla quale ha risposto il direttore regionale dell’Inps riconducendo il problema alle pratiche burocratiche inerenti le operazioni di vendita e di affitto.

“Crediamo sia profondamente sbagliato lasciare questo patrimonio ai tempi delle burocrazia statale, in quanto oltre a non rispondere alla esigenze della popolazione, gli immobili non utilizzati rappresentano un costo per le casse previdenziali e quindi per la collettività – spiegano Sunia e Apu – L’azione delle strutture sindacali degli inquilini e assegnatari, coordinandosi con le rispettive strutture nazionali, è quella di promuovere manifestazioni di protesta nei confronti del governo per poter garantire un riordino della situazione immobiliare portando a razionalità la gestione del patrimonio”.