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Genova, la crisi aumenta i problemi psichici: in crescita crisi d’ansia e depressione

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Genova. La crisi non grava solo sulle tasche degli italiani, ma anche sulla salute. Disturbi d’ansia, depressione, disturbi dell’umore e del comportamento alimentare. Saranno queste le malattie psichiche più diffuse nella popolazione italiana nel 2015 che colpiranno un italiano su quattro.

E’ il dato più allarmante emerso dal dibattito sul futuro delle malattie mentali in Italia che si è tenuto oggi a Genova nell’ambito del congresso nazionale di Fenascop, la federazione nazionale delle comunità che si occupano della cura e del disagio psichico.

L’incremento, ha detto Giovanni Giusto, presidente nazionale di Fenascop, “è drammatico e legato al crollo delle certezze a causa della crisi economica. Chi perde il lavoro, così come chi ha un’azienda in difficoltà è disperato e il dato di 7 suicidi ogni 100 mila abitanti fotografa un dramma in piena crescita”.
Le categorie più a rischio saranno i giovani fino a 25 anni, età nella quale si manifesta l’80% degli esordi della malattia. La depressione colpisce in particolare le donne che corrono doppiamente il rischio di ammalarsi. Anche i disturbi alimentari colpiscono di più le ragazze giovani e giovanissime, di età compresa tra i 12 e i 20 anni.

A questo, secondo gli specialisti del Fenascop, “si deve aggiungere un ulteriore 10% della popolazione che soffre di disturbi psichici lievi che non vengono statisticamente rilevati perché non ‘riconosciuti’ come problemi psichiatrici. Tra questi – è stato spiegato – bisogna considerare le persone che soffrono d’insonnia, lievi attacchi di panico e altri sintomi legati a potenziali disagi psichici. “Siamo di fronte a una emergenza sanitaria nazionale silenziosa e trascurata da tutti che avrà un costo sanitario e sociale enorme, superiore a quello delle malattie cardiovascolari e tumorali. La soluzione – secondo Giusto – è da ricercare nell’affermazione di un modello di sanità pubblica che metta al centro il paziente e i suoi bisogni con lo sviluppo di sinergie tra la sanità pubblica e quella privata che deve essere chiamata a erogare livelli di standard elevato, garantiti da procedure di accreditamento di qualità delle strutture. Nuove figure professionali specializzate, comunione di esperienze e cooperazione efficace e efficiente sono gli strumenti necessari da implementare rapidamente”.