Cronaca

Genova, finti volontari Onlus circuiscono anziano per farsi intestare tutti gli averi: truffa sventata

Genova. Nel febbraio scorso la volante del Commissariato di Prè era intervenuta nel quartiere di San Teodoro per una lite nell’abitazione di un uomo genovese, poi risultato convalescente per i postumi di una emiparesi. Nell’appartamento si trovavano, oltre all’uomo, anche una coppia di italiani e una donna ecuadoriana. La lite era sfociata tra questi ultimi, poiché tutti reclamavano il diritto di accudire il malato; in particolare la coppia accusava la straniera di non lavorare in regola con la legge e cercavano di allontanarla dalla casa.

Nonostante che l’uomo e la donna affermassero di essere volontari di una associazione ONLUS, denominata Solidarietà Francescana, gli agenti da subito si erano resi conto che l’infermo, solo e con i postumi della malattia, si trovava in uno stato psicologico di estrema fragilità, tanto da dichiarare di volere che restassero tutti.

Il giorno seguente, personale dell’Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato aveva avviato una serie di accertamenti sia sulla ONLUS che su tutte le persone intervenute.

Dai controlli era emerso che l’associazione Solidarietà Francescana, che nulla ha a che vedere con la Fondazione Ecclesiastica Sorriso Francescano, è composta da persone con precedenti di Polizia e che le cariche di presidente o vice presidente sono state spesso cambiate, eleggendo persone ignare, conosciute occasionalmente e lasciatesi convincere dalla copiosa e fluente parlantina della donna, spesso dietro la promessa di risolver loro problemi di varia natura.

A carico di quest’ultima sono emerse numerose pendenze penali per reati di truffe e furti nonché numerosi precedenti di Polizia. La coppia in realtà, con la scusa che gli si era rotta la macchina, si era praticamente insediata in casa del malato, dove si era stabilita da circa 10 giorni.

Durante la convivenza i due malfattori sentivano come un pericoloso ostacolo alla realizzazione dei loro loschi fini, la presenza della badante ecuadoriana, trovata in casa dagli agenti al momento della lite. Durante l’indagine si è anche accertato che la donna si era già recata presso la banca, dove l’infermo possiede un conto, con liquidità per circa 40.000 euro, cercando di farselo cointestare, esibendo una procura che si era fatta rilasciare dal medesimo, tentativo fortunatamente andato a vuoto.

Successivamente la stessa, si era impossessata di una somma di dollari, trovata nella casa, provvedendo a cambiarli in euro e ad aprire un libretto postale cointestato con l’infermo.

Nel frattempo aveva fatto cambiare alla vittima il medico curante, che ormai lo seguiva da oltre 10 anni. Essendo palese la strategia della donna di isolare l’uomo da tutti coloro che potessero impedire il suo intento criminoso, gli investigatori hanno provveduto ad informare la Procura della Repubblica di quanto emerso, denunciando la donna per il reato di circonvenzione di incapace e chiedendo un decreto di sequestro preventivo di tutti i beni mobili ed immobili della vittima, titolare di un altro conto corrente e di altri vari beni. L’ipotesi di reato è stata pienamente condivisa dalla Procura, che ha provveduto ad ottenere l’emissione dei decreti di sequestro dal GIP.

Nel contempo la coppia è partita assieme al malato alla volta di Pisa, muovendosi in un territorio ben conosciuto dalla donna e lontano da eventuali pressioni, dove la vittima è stata sottoposta ad una visita neuropsichiatrica presso una Clinica locale, per l’emissione di una certificazione sulle capacità di intendere e volere del malcapitato.
Grazie anche alla preziosa collaborazione del Commissariato di Pontedera, il trio è stato intercettato ancora in Toscana, dove si sono recati gli investigatori del Commissariato Pré che hanno provveduto a riaccompagnare l’uomo, trovato in pessime condizioni igieniche e psichiche, a Genova, affidandolo ai servizi sociali del Comune.