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Cronaca

Genova, falsa rapina in gioielleria per truffare l’assicurazione: quattro arresti, in manette anche il titolare e un carabiniere

Genova. Sono stati arrestati i protagonisti della falsa rapina in un laboratorio orafo, con tanto di pestaggio e finto furto di 40 kg di preziosi per un valore di 2 milioni di euro, avvenuta nell’ottobre scorso nel centro storico di Genova. In carcere, questa mattina, sono finiti il titolare dell’azienda, la convivente, il rappresentante e un Carabiniere, che nel frattempo era stato destinato a compiti non operativi. L’autore materiale, un albanese di 40 anni era invece stato arrestato durante le feste di Natale.

La vicenda risale al 3 ottobre 2011 quando i carabinieri furono allertati per una rapina ai danni di un rivenditore all’ingrosso di preziosi nel centro storico di Genova.

Nel primo pomeriggio, un uomo travestito da “corriere espresso” si era introdotto all’interno dell’attività con la scusa di dover consegnare un pacco. Il titolare, dopo avergli aperto era stato minacciato con una pistola, percosso ripetutamente e poi legato all’interno del bagno.

Il rapinatore era poi fuggito con oltre 40 chili di oggetti in oro, del valore di circa due milioni di euro, come denunciato dalla vittima.

Con le prime indagini era stato identificato l’autore materiale: Mustafaj Gramoz, 40 enne, albanese, residente nella provincia di Cuneo. Durante le feste di Natale era stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova all’aeroporto di Malpensa, di ritorno dall’Albania, dove si era rifugiato in attesa di far “calmare le acque”.

Ma è stato lo sviluppo successivo delle indagini a cura dello stesso Nucleo, e coordinate dal pm Biagio Mazzeo, a rivelare un colpo di scena: non si era trattata di rapina, bensì di una truffa ben organizzata ai danni dell’assicurazione, finalizzata a coprire “un buco” nella contabilità dell’azienda del “rapinato”. In realtà nessun furto di oro sarebbe di fatto avvenuto.

È emerso quindi che il titolare, insieme ad un amico, rappresentante di preziosi, si era accordato per la “sceneggiata”, assoldando l’albanese poi arrestato. Il contatto tra quest’ultimo e i due orafi sarebbe avvenuto per l’interessamento di un Carabiniere, in servizio da pochi mesi a Genova, proveniente dal Piemonte.

Questa mattina il Nucleo Investigativo dei carabinieri ha dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Gip, Roberta Bossi, su richiesta del Pm, Mazzeo, per il titolare dell’azienda, la convivente, il rappresentante e il Carabiniere, che nel frattempo era stato destinato a compiti non operativi.

I reati contestati sono il concorso nella simulazione di reato ed il fraudolento danneggiamento di beni assicurati, la mutilazione fraudolenta della propria persona, aggravato dalla rilevante entità patrimoniale e, il solo titolare “vittima della rapina”, anche per calunnia.