Politica

Elezioni Rapallo, Cerchi: “Città di politici codardi?”

Rapallo. Sabato 28 aprile non è stata una bella giornata, anche se di pieno sole per Rapallo.

Ho chiesto a gran voce, con tutti mezzi un confronto pubblico  davanti alla cittadinanza (lasciatemi dire sostenuta da molta gente) ma questo – organizzato da Menabonews -,tra i candidati sindaci è andato praticamente deserto.

Un momento caratterizzante delle democrazie occidentali, della democrazia partecipata, di sensibilizzazione politica a Rapallo ha visto solo tre partecipanti io, Antonella Cerchi, Nadia Molinaris e Mauro Barra.

Nonostante che il Sindaco uscente Campodonico fosse a pochi metri con il gazebo della sua coalizione ha snobbato la sedia con il suo nome.

Io da cittadina mi sono sentita profondamente offesa e indignata perché ritengo che il mio Sindaco abbia il dovere morale di parlare di ciò che ha fatto, di ciò che non ha fatto e perché nei cinque anni del suo mandato  davanti ai suoi concittadini.

Chi fa politica, chi amministra una città non può pensare di risolvere tutto nelle stanze segrete del palazzo comunale. Certo la vita politica rapallina ci ha abituato ad un agire sotterraneo, silente, insinuante  e per questo, a mio parere, disdicevole per una città che vuole dirsi aperta, moderna e partecipata.

Coloro che si considerano gli unici competitori in grado di scalzare Campodonico non sono migliori.

Difficile pensarli diversi se anch’essi disdegnano i cittadini e addirittura hanno l’ardire di passare davanti alla sedia con il proprio nome magari “fischiettando”.

Mi domando come possano gli elettori avere la certezza di essere ascoltati, di essere compresi, se anche Costa e Brigati ritengono sufficiente stare al coperto dei propri supporter senza confrontarsi in piazza.

Non voglio pensare che Rapallo sia una città di pavidi, anche se anni di potere  passato per le mani delle stesse persone possa farlo immaginare, non voglio pensare che i giovani, che sono a sostegno dei candidati assenti, non abbiano provato un po’ d’imbarazzo.

Simpatico è che in bocca a questi candidati si colgono accenni spesso di antipolitica e di antipartitismo senza considerare che sono proprio questi atteggiamenti codardi ad allontanare la gente, far dir “intanto non cambia mai niente”.

A guardare chi era assente sembra proprio che sia così, sempre che le previsioni che molti danno siano giuste.

D’altra parte con la mia coalizione ci stiamo prendendo la briga di leggere i veri programmi delle coalizioni, ovvero quelli presentati per legge insieme alla candidatura a Sindaco.

Altrettanto divertente è vedere come sono cambiati. A scuola si diceva “copioni”.. qui è molto peggio perché abbiamo candidati senza idee che scopiazzano e scoprono problemi, soluzioni e terminologie a loro prima sconosciuti.

Posso dire proprio che il 28 aprile è stata una brutta giornata per tutti noi e a me ha lasciato una profonda tristezza.