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Elezioni Genova, Vinai: “Musso punta il dito ma non si guarda in casa”

Genova. “Mi stupisce l’atteggiamento poco “liberale” del senatore Musso, che è un esponente del PLI”. Nel giorno del botta e risposta a distanza tra i due professori, torna alla carica anche lo sfidante Pierluigi Vinai.

“La gente – scrive il candidato indipendente sostenuto da liste civiche e Pdl – aspetta dalla politica prove di pulizia e di moralità, e ha ragione.
Ma non trovo giusti i massacri preventivi, di fronte ad indagini e non a sentenze. Sul caso Lega sono stato garantista per Rixi, che è una brava persona, e oggi non mi sembra giusto tirare in ballo Marco Doria per un’indagine su Vendola. Tra l’altro non mi risulta che Doria sia un iscritto di Sel. Perciò mi stupisce l’atteggiamento poco “liberale” del sen. Musso, che è un esponente del Partito Liberale”.

Musso secondo Vinai “usa due pesi e due misure: ci sono indagati a livello nazionale nei partiti che lo hanno candidato, ed è indagato per firme false un signore dell’Udc che Musso ha schierato come capolista. Però questo caso Musso lo ha definito ‘peccato veniale’, benché lui stesso avesse sbandierato il suo codice etico per i candidati. Ripeto, per me questo non è il terreno vero del confronto politico, ma Musso si è mostrato disinvolto in materia, senza guardarsi in casa.

A preoccupare il candidato del centrodestra sono “piuttosto le somiglianze di Musso e del suo partito con i sostenitori di Doria e Vendola: l’idea individualista dei diritti civili e lo statalismo scolastico, posizioni entrambe che svalutano il ruolo educativo e storico della famiglia, il sì all’eutanasia e al matrimonio gay. “Liberal per i diritti civili” si è definito Musso candidato (perdente) il mese scorso alla segreteria del PLI”, scrive Vinai.

E ancora: i due gruppi sono “accomunati dall’intemperanza contro la Chiesa: don Gallo che dice di chiudere le chiese se non si apre la moschea, e gli attacchi al Cardinal Bagnasco provenienti dal PLI di Musso e da qualche suo candidato.
Musso si definisce ‘liberista e artefice dello Stato Minimoì e su questa linea trova l’entusiasta sostegno di autorevoli liberisti no-TAV che arrivano alle stesse conclusioni di Vendola.

Troppe “assonanze, negative, tra Musso e Doria, ed è per questo che propongo la mia candidatura a Sindaco a tutta quelle persone moderate, concreta e di buon senso e che vogliono una Genova governata senza strane alleanze e senza e colpi di mano ideologici”, conclude Vinai.