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Elezioni Chiavari, Viarengo: “La città può rinascere attraverso le propria cultura”

Chiavari. Chiavari può rinascere attraverso la propria cultura e la propria storia. Per questo oggi pomeriggio Giorgio Getto Viarengo, candidato sindaco del centrosinistra, ha incontrato al Caffè Defilla il presidente di Palazzo Ducale Luca Borzani e l’archeologo Fabrizio Benente.

“Noi vogliamo creare un continuo colloquio su un tema affascinate e determinante della campagna elettorale che dovrà essere uno dei temi fondamentali per il rinnovo di Chiavari da parte della futura amministrazione – spiega Viarengo – Chiavari è una città della cultura, la nostra storia ci porta già a un livello molto alto. L’amministrazione Agostino si è impegnata talvolta, quando è andata bene, solo sui temi che riguardano la gestione del tempo libero. Noi vogliamo innalzare la discussione e riscoprire la storia della nostra città per valorizzarla e renderla un motore di ricchezza”.

E su questo tema Viarengo lancia il suo progetto per il futuro dell’edifico della Cittadella, che una volta trasferito il Tribunale nella sua nuova sede, rimarrà vuoto. “Vogliamo che diventi il “Palazzo Ducale” di Chiavari e del Tigullio, un luogo di eccellenza per la cultura. Un luogo che sappia accogliere le nostre eccellenze, le qualità del territorio e la nostra storia non solo culturale ma economica. Perché la cultura è economia e per questo bisogna che sia chiaro a tutti. Investire in cultura è investire nel futuro. Vorrei fare un esempio chiaro: nella nostra città è stato demolito un importante teatro come il Teatro Verdi, per fare spazio ad un parcheggio. Noi non faremo mai una cosa di questo genere. Noi proponiamo di rendere la torre dell’edificio della Cittadella un luogo di storia vivente di Chiavari, mettendo differenti periodi per ogni piano, fino all’ultimo dove si potrà osservare direttamente la Chiavari attuale. Mentre Agostino vuole metterci degli uffici comunali che un buon sindaco saprebbe eliminare rendendo realmente tecnologico un Comune”.

A rilanciare l’investimento nella cultura è Fabrizio Benente. “Chiavari non valorizza la propria storia, anzi, esiste una Chiavari che rimane celata ai suo cittadini. I musei vanno via dalla città e quelli che ci sono non sono in grado di esporre la maggior parte dei reparti di cui sono in possesso. Questo perché l’amministrazione attuale non ha saputo valorizzare questa ricchezza, non è stata in grado di attrarre investitori e finanziamenti. Ci sono esempi di amministrazioni competenti come quella vicina di Sestri Levante che aprono nuovi musei perché hanno le competenze per ottenere finanziamenti come quelli europei e che permettono di investire in cultura”.

E’ Borzani che porta la sua esperienza diretta di direttore di Palazzo ducale, realtà di grande successo culturale nazionale, che porta una nuova visione che l’amministrazione Agostino ha schiacciato e svilito. “Non dobbiamo pensare solo a quello che ci può portare qualcosa, ma anche a quello che non possiamo permettere ci sia portato via. La cultura è una ricchezza come circolazione delle idee e la capacità che facendo cultura cresca lo sviluppo e il lavoro. Oggi non è possibile fare cultura in una logica municipalista e pensando alla cultura come qualcosa di chiuso. La cultura è qualcosa di aperto e Chiavari si deve aprire alla cultura con un doppio impegno, quello dei contenuti e quello della gestione, che non sono più separabili. Per questo il progetto di Getto di creare un centro culturale nella Cittadella è un passo fondamentale per il futuro della cultura di questa città, perché conservare la propria storia è alla base della nostra società e per incentivare questo processo servono nuovi luoghi di socialità culturale: questa è reale innovazione. Quanto più una città ha una struttura dove entrare in relazione con la propria storia e cultura, tanto più accetta che vi si possa investire”.